_____

Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: Diritti

Photobucket

Dateci meno violenze, dateci pił pari opportunitą.

Non vogliamo che aumentino le violenze vogliamo che aumentino le pari opportunità. L' Italia non ci da piu diritti ma ci da più ingiustizie. Ieri, L'otto marzo si sono organizzate una miriade di manifestazioni in tutta Italia. Le donne vogliono la parità. Protestano eccome, chiedendo di non essere più discriminate nel lavoro e nella politica. Ma l'Italia resta indietro rispetto ad altre nazioni, adirittura ultima in Europa. In questo paese aumentano vertiginosamente le violenze sulle donne invece noi vogliamo che aumentino le pari opportunità. Ci battiamo contro la violenza che affligge un sacco di donne nel nostr paese (e non solo). Sono sette milioni le donne in Italia che subiscono violenze in famiglia, nel lavoro e fuori di casa, ma delle pari opportunità non c'è minima traccia. Sarà per questo, forse che le violenze aumentano: non è ancora stata fatta una legge contro lo stalking, gli stupri e le violenze restano impunite e la televisione mostra un modello di donne che non rispecchia la realtà piuttosto offensivo, sessista e stereotipato (vedi pubblicità in video), sembrano costruiti per un branco di uomini deficienti che usano le palle e i consigli dei nonni  anzichè ragionare con il cervello) che utilizzano il corpo delle donne per alzare gli ascolti e un altra cosa, le violenze aumentano, sarà perchè in Italia non si promuova la parità tra i sessi, e si promuova una campagna mediatica che vuole e promuove un' inferiorità femminile dettame di un retaggio misogino?

Breve esempio è la pubblicità che potete
notare in questo video o se avete buona memoria, quella delle sottilette o dell'acqua rocchetta, tipiche pubblicità sessiste dove sono utilizzati minori.

Allora: Diamo un taglio tutti gli spot che utilizzano e mercificano i bambini per tramandare e imporre una campagna di stereotipi sessisti e maschilisti che gravano sulla libera autodeterminazione e scelta di vita di questi ultimi per il solo motivo di appartenere ad un genere sessuale.

Perchè i bambini devono divertirsi uscire all'avventura e giocare mentre le femmine devono imparare a curare la casa sin da bambine e prendersi responsabilità da adulte?
Il separatismo e la stereotipizzazione sessuale è causa di un conflitto tra bambini di sesso opposto che si tramuta femminicidio tra adulti. Ricordo una nota pubblicità in cui dei bambini maschi giocavano a fare gli scienziati mentre la sorellina femmina giocava con un palloncino.

Violenza mediatica. GIU LE MANI ANCHE DAI BAMBINI, in particolare le bambine che sono la parte maggiormente offesa in quanto femmine e future donne condizionate dai mass media sulla scelta di una posizione sociale che purtroppo e spesso scelgono perchè "femminilizzata" e appartenente ad una mansione di tipo femminile, qui vediamo anche compreso il mestiere di velina, che è richiesto da molte ragazzine, a causa di un continuo promuovere di questo ruolo. Le donne in politica rareggiano perchè questo ruolo, oltre a discriminare le donne mette in mostra la maschilità di questa mansione.

Ma insomma, non si fa altro che mettere le bambine/ragazze davanti solo a questo bivio: madonna (casalinga) o prostituta (velina)?

Classico stereotipo maschilista, modificato un pochino.

Noi abbiamo messo adirittura i pantaloni, adeguandoci ad una parità in un mondo completamente maschile. L'uomo è rimasto come all'origine. La società ha imposto che è la donna che deve cambiare per ragigungere la parità.

A quando l'emancipazione maschile? Quando l'uomo metterà la gonna per adeguarsi che il mondo è anche fatto da donne che ormai ci siamo emancipate e un modello passato non ci rappresenta più?
 Perchè non vi ribellate al patriarcato che causa di violenze?
Ringrazio quei  pochi uomini che erano presenti l'otto marzo.


Perchè ci date più violenze e meno parità?
Vi fa tanto paura che noi donne possiamo avere i vostri diritti?
09 Mar 2008
4 anni di reclusione per il medico stupratore. Donne presidio sotto Cassazione
 
f.jpg picture by kikkazz

ROMA - Quattro anni di reclusione: è la condanna definitiva decisa dalla Terza sezione penale della Cassazione per Demetrio Altobelli, il medico anestesista di Rieti, 39 anni, accusato di aver anestetizzato e stuprato cinque pazienti. È così confermato il verdetto per violenza aggravata emesso dalla Corte di Appello di Roma con rito abbreviato nel gennaio 2005. Accogliendo le richieste dei sostituto procuratore generale della Cassazione, Francesco Salzano, la Terza sezione penale, presieduta da Enrico Altieri, ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'anestesista e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali, al versamento di 1000 euro alla Cassa delle ammende e a rifondere le spese di giustizia sostenute dalle parti offese.


«LAVORA ANCORA» - «Sappiamo che il medico che ci ha violentate ancora lavora e quindi può ancora abusare di altre donne: lo abbiamo denunciato e ci aspettiamo giustizia proprio per evitare che altre donne subiscano quel che è toccato a noi che, per altro, abbiamo pure perso il lavoro». Questo il racconto di Silvia ed Elvira, due tra le giovani vittime del medico anestesista.



SIT-IN - All'udienza, svoltasi in mattinata, hanno assistito anche Silvia ed Elvira, due delle vittime di Altobelli, e molte donne dell'associazionismo femminista venute a portare la loro solidarietà. «Per ogni donna offesa siamo tutte parte lesa»: lo storico slogan femminista è stato riproposto su uno degli striscioni con i quali un gruppo di donne ha manifestato davanti alla Cassazione. Sulle scalinate del Palazzaccio, in concomitanza con lo svolgimento dell'udienza, le esponenti di varie associazioni femministe - tra le quali quelle dell' Assemblea romana delle lesbiche e femministe, e dell' Unione Donne Italiane - hanno organizzato un un sit-in in solidarietà alle vittime di Altobelli. (LaStampa? )



Esprimo la mia opinione e dico che per me 4 anni sono sempre pochi perchè le vittime sono cinque e nel codice pensale per il reato di stupro sono previsti da 5 a 10 anni e per un reato cosi grave fare un rito abbreviato mi sembra ingiusto. Ma grazie al presidio  che ha sensibilizzato quel verme si sconterà la pena che meritava.
Dobbiamo impegnarci a non lasciar ele vittime in silenzio.

06 Mar 2008
Tina Lagostena Bassi, il nostro angelo volato in cielo
"Se la donna viene trasformata in un’imputata, si ottiene che non si facciano denunce per violenza carnale. Una donna ha diritto di essere quello che vuole, senza bisogno di difensore, e io non sono difensore della donna, io sono l’accusatore di un certo modo di fare i processi per violenza, ed è una cosa diversa… Tutto si cerca di sporcare".

Tina Lagostena Bassi, 82 anni ed era nata a Milano, nota come Augusta. Era una legale storica in processi per stupro in cui assisteva donne vittime di abusi, tra cui quello contro gli autori del massacro del Circeo e assisteva donne vittime di abusi.

E’ stata una donna forte che si battè contro la violenza alle donne. E' morta in una casa di cura privata della Capitale. Nel '75 nel processo sul Massacro del Circeo introduce la parola 'stupro'
Biografia:

Inizia la sua carriera come primo assistente alla cattedra di Diritto Penale presso l'Università di Genova, dove diviene amica intima di Fabrizio De Andrè. In seguito si specializza divenendo titolare della cattedra di Diritto della Navigazione presso l'Università di Parma.

Dal 1973 al 1975 lavora all'Ufficio Riforme del Ministero di Grazia e Giustizia. Era la rappresentante italiana al Convegno Mondiale per la Pace svoltosi a Praga nel 1983.

Diventa nota nei tribunali italiani come uno dei principali e più agguerriti avvocati per la difesa dei diritti delle donne, a tal proposito celebre l'aver difeso i diritti di Donatella Colasanti contro Angelo Izzo nel famoso processo sul Massacro del Circeo.

Celebri le sue arringhe in cui, con termini asciutti, descriveva la violenza subita dalle sue assistite rompendo così un muro di silenzio che esisteva sia nella società sia nel mondo dei tribunali sulla questione della violenza sessuale. In linea con il suo impegno per le cause femminili diventa una delle socie fondatrici del Telefono Rosa.

Dal 1994 al 1995 ha ricoperto il ruolo di Presidente della Commissione Nazionale parità e pari opportunità uomo-donna presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri essendo inoltre componente del gruppo sulle pari opportunità della Comunità Europea.

Ha ricoperto l'incarico di Capo delegazione per l'Italia nei lavori preparatori della IV Conferenza Mondiale ONU sui diritti della donna svoltasi a Pechino nel 1995. Nel 1994 si è candidata alla Camera dei deputati (collegio Firenze 2) sostenuta dal Polo per le Libertà, ma ha ottenuto il 19,9% dei voti ed è stata sconfitta dall'esponente dei Progressisti Sandra Bonsanti. Icona del movimento femminista, quando negli anni '90 decise di impegnarsi in politica Tina Lagostena Bassi lo fece nelle file del centrodestra, ottenendo l'elezione alla Camera dei deputati nelle liste di Forza Italia in occasione della XII legislatura. In precedenza aveva ricoperto anche l'incarico di Capo delegazione per l'Italia nei lavori preparatori della IV Conferenza Mondiale Onu sui diritti della donna svoltasi a Pechino nel 1995.

È stata successivamente eletta deputato nelle file di Forza Italia nella XII legislatura, membro della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati e coautrice nel 1996 della legge contro la violenza sessuale n. 66/96.

Dal 2006 è stata Rettore Magnifico Onorario dell'Università Popolare degli Studi di Milano. La sera del 4 marzo 2008 si spegne in una casa di cura privata a Roma, dopo aver lottato contro una malattia.

In ambito televisivo oltre ad affiancare dal 1998 il giudice Santi Licheri come giudice d'arbitrato nel programma Forum è stata anche sceneggiatrice della Miniserie TV per la RAI L'avvocato delle donne tratto da un suo omonimo libro e interpretato da Mariangela Melato. Per Odeon TV ha ideato e condotto le trasmissioni Tinamite e Tinamite il Caso. I funerali si svolgeranno giovedì 6 marzo a Roma, alle 14.30, nella chiesa di San Roberto Bellarmino, in Piazza Ungheria. 
Addio Tina, ti ricorderemo e ti ringraziamo per il tuo aiuto alle donne.

05 Mar 2008
PENSIONI/ DINI: INNALZARE A 65 ANNI L'ETA' PER LE DONNE (?!)

"Ce lo chiede la ue per evitare discriminazioni tra sessi"

 
"Sono favorevole a innalzare, gradualmente, a 65 anni l'età pensionabile delle donne, anche perchè ce lo chiede la Ue, visto che pende su noi una sentenza dell'Alta Corte di Giustizia che ci accusa di discriminazione tra sessi". Lo ha detto il leader dei Liberldemocratici, Lamberto Dini, parlando a 'Radio Anch'iò del sistema pensionistico. "Inoltre - ha aggiunto - c'è un altro aspetto da non sottovalutare: che le donne hanno un'aspettativa di vita più alta rispetto a quella degli uomini". 


''Sarei a favore ad un graduale aumento a 65 anni dell'eta' pensionabile per le donne e se l'Alta Corte di Giustizia ci condanna dovremo sen'altro farlo''.

Lo ha detto intervenendo a Radio Anch'io il senatore e leader dei Liberaldemocratici, Lamberto Dini sottolineando che l'innalzamento dell'eta' pensionabile per le donne. (notizia presa da virgilio)

 
Mi chiedo: Non sarebbe ora di  insegnare agli uomini di contribuire in casa? 
è pazzesco siamo gli UNICI in Europa dove le donne vanno in pensione prima solo perchè non si vuole insegnare ai mariti a fare "i casalinghi".
 

05 Mar 2008
Ennesima violenza! tre ragazze fermate per volantinaggio, l'Italia ci vuole felici e stuprate!
Dopo gli attacchi alla 194, si attacca la donna nella sua difesa dell'integrità fisica, per quanto concerne un reato gravissimo .Lo stupro sembra esser stato legalizzato, il corpo della donna sembra esser diventato una cosa che non deve riguardare le donne. A volte si sollecita le donne di denunciare una violenza subita, ma come si puo denunciare in un clima del genere?
Le donne del Collettivo "Quelle che non ci stanno" il 1° marzo stavano volantinando per promuovere il presidio
sono Le ragazze hanno avuto paura e si sono strette tra loro mentre questi uomini si avvicinavano gridando "Dateci i documenti".
La più coraggiosa ha esclamato "Ma chi siete?" solo dopo si qualificavano come Digos.
Le ragazze cercavano di capire perché questo succedesse. Una di loro ha chiesto aiuto ai passanti, dato il comportamento palesemente o intenzionalmente aggressivo, idoneo a generare timore e a limitare la loro libertà morale.
Un'altra aggiungeva "Scusate, non mi fido. Voi siete in tre, ho paura". Sono state chiamate ben tre pattuglie della polizia, e mentre una ragazza contattava un'avvocata dell'UDI che le diceva di dare le generalità, un poliziotto le sequestrava il cellulare impedendole di parlare con l'avvocata e rifiutandosi di spiegare la situazione. Le ragazze sono state portate in Questura nonostante che, dopo la telefonata all'avvocata avessero dichiarato di voler dare le generalità. Con arroganza e fare autoritario, le hanno afferrate per un braccio e per la testa pretendendo di condurle con la forza e infilatele in macchina come delinquenti le hanno portate in Questura, fotografate e hanno preso le impronte digitali trattate come STUPRATORI..
Trattenute per quattro ore senza motivo. C'era anche una poliziotta, che è stata allontanata dai colleghi perchè non era d'accordo con quei metodi. Le nostre nonne venivano arrestate nel 1946 perchè vendevano le mimose l'8 marzo, altre venivano arrestate perchè distribuivano volantini per sostenere il diritto al voto delle donne.
STIAMO RITORNANDO NEL MEDIOEVO


perchè?


"per il presidio del 4 marzo sotto il tribunale di Bologna, dove verrà processato lo stupratore Luigi Maraia".


"A Crevalcore, durante un'iniziativa contro lo stesso Maraia, ci è stata negata l'autorizzazione da noi richiesta; carabinieri e digos hanno tentato di ostacolare fisicamente il gruppo di donne che si era mobilitato per questa manifestazione e una compagna è stata richiamata in caserma per l'identificazione".


"In un altro presidio un'altra è stata rincorsa dai soliti funzionari della digos, solo perchè rea di aver cancellato con una matita la scritta "puttana" dal muro".

"Sempre i soliti funzionari della digos ci aspettano la sera all'uscita dai locali, cercando il momento in cui siamo da sole per intimorirci con atteggiamenti maschilisti e sessisti; ci seguono all'uscita dalle riunioni e ci identificano appena possono, comportandosi come se fossero loro gli stupratori e i molestatori e in più col potere della "divisa".


In Italia si sta attuando un clima sessista e maschilista che si scaglia sul corpo delle donne per l'ennesima volta dove  urlare potere alle donne diventa un reato e legalizzando lo stupro si urla potere agli stupratori. 
Questi che hanno come dovere di darci sicurezza non solo non ce  la danno, non riuscendo ad impedire che avvengano stupri e violenze nè a perseguirne i carnefici, ma compiono atteggiamenti sessisti ostacolando e perseguendo le donne, per non parlare che invece di incoraggiarci a denunciare (lo fanno ancora poche donne) ci scoraggiano, quasi voler dire che dobbiamo vergognarci di una violenza e giustificare chi ci violenta.. Ditemi dove sta il reato a diffondere volantini? Perchè le donne fanno paura? non dovremo avere noi paura degli atteggiamenti distruttivi del patriarcato? invece no! noi lottiamo!

http://www.controviolenzadonne.org/html/comunicati.html 
05 Mar 2008

Pagina Precedente   ... 7 ... 10, 11, , 12 ... 16  Pagina Successiva