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Te la do io la pillola del giorno dopo, alla faccia degli obiettori
Da Mondo donna

levonelle.jpg

Pillola del giorno dopo. I movimenti e le associazioni femminili italiane  e i radicali si stanno muovendo per aiutare le donne e scavalcare l'ostacolo obiettori di coscienza. 


Sappiamo bene
quanto sia difficile in questo paese farsi prescrivere la pillola del giorno. L'ostilità dei medici obiettori (circa il 70% di tutti i ginecologi italiani... ) verso la contraccezione d'emergenza è tale che spesso fanno illegalmente obiezione sulla prescrizione di questo farmaco. Illegalmente perchè non si può esercitare obiezione di coscienza su qualcosa che non è considerato abortivo dalle nostre normative. Per rispondere a questo deficit da parte del nostro sistema sanitario nazionale, le associazioni delle donne si stanno muovendo. Alla grande.


Innanzitutto è attiva la campagna OGO, Obiettiamo gli Obiettori , promossa dall'associazione Mai State Zitte di Milano. In ogni città di Italia si stanno costituendo gruppi di donne che investigheranno sul rispetto della legge 194 e pubblicheranno i nomi degli obiettori di coscienza (non è raro che facciano obiezione nel pubblico e poi nel privato....qualcuno si ricorda di cosa è successo a
Genova qualche mese fa?), promuovendo azioni di boicottaggio nei confronti degli ospedali in cui non vi sia presente nemmeno un medico non obiettore. 


La storica UDI (Unione Donne in Italia)  ha attivato il  Comitato nazionale delle donne "Quando decidiamo noi" ,  che fra i suoi obiettivi principali prevede proprio il monitoraggio (dalla parte delle donne) della corretta applicazione della 194, con tutti i suoi corollari. In un comunicato dell' UDI si legge: "Quei medici buontemponi (molti uomini e qualche donna, ahimè) che sottopongono giovanissime terrorizzate e insicure, ma anche donne mature e consapevoli, all'umiliante gioco dell'oca che hanno inventato per loro (vai alla casella, salta, fai un passo indietro) debbono sapere che abbiamo tutta l'intenzione di togliere il giocattolo dalle loro mani."


In secondo luogo, ed è notizia di queste ore, l'associazione
Vita di Donna e l'Associazione Luca Coscioni sono passate per le vie di fatto. 

A Roma e a Milano sono stati organizzati 2 gruppi di medici che sono disposti  a prescrivere la pillola del giorno dopo dalle 9 alle 19 tutti i giorni, feriali, festivi, e il sabato notte, qualora le donne trovino problemi presso le strutture pubbliche.


Come fare? Sarà sufficiente telefonare all'Associazione Vita di Donna, al numero 333/9856046, per essere indirizzate dal medico disponibile per quel giorno (a Roma).

Le donne che invece vorranno fare una denuncia (ripeto, la non prescrizione è illegale) saranno assistite dagli avvocati dell'Associazione Luca Coscioni. E' notizia di questi giorni che a Roma si farà il primo processo per la denuncia presentata da due ragazzi a cui era stata negata la pillola da ben 3 medici diversi. 


L'associazione Vita di Donna spiega che "quest'iniziativa si inquadra nella battaglia per l'abolizione della ricetta medica per la pillola del giorno dopo" che permetterebbe alle donne in necessità di comperare la pillola direttamente in farmacia senza avere l'obbligo di passare attraverso il medico obiettore. 
15 Giu 2008
il colpo di grazia alle donne italiane
Nel mio blog è andato tutto in successione su quello che sta attuando il nostro paese contro le donne. Prima abbiamo il ritorno delle donne che giustamente manifestano in piazza contro una forma ingiusta di violenza su di esse nata proprio dal fatto di appartenere al genere femminile. L'italia come si sa come poi in tutti i paesi occidentali ha paura dell'avanzata delle donne e delle sue lotte per la parità, non a caso nell'era del post femminismo ci hanno imbottito la testa di averla raggiunta tanto da indurre le nuove generazioni a disprezzare il femminismo come una forma di prevaricazione dell'uomo con lo stesso scopo del maschilismo solo che quest'ultimo è tollerato perchè la società è monopolizzata dagli uomini. La nostra società rafforza e sostiene la rivalità femminile affinchè le donne non possano tornare a lottare, alimentando l'odio e il disprezzo per se stesse in quanto donne, rendendole vulnerabili alle violenze, discriminazioni, passate inosservate dalle stesse donneo addirittura appoggiate e attuate a danni di altre donne.

Nella nostra italia post 24 novembre nascono gli attacchi ai diritti delle donne conquistati negli anni delle contestazioni femminili. Questi attachi sono stati fortemente attuati da tutte le autorità ecclesiastiche che come sappiamo sono macchiate da una forte misoginia e discriminazioni nei confrnti delle donne che non a caso sono sostenute dalle associazioni mascoliniste. La chiesa vieta alle donne il sacerdozio perchè reputa la donna un essere inferiore e portatrice del male.

Le destre appoggiano la chiesa e si pronunciano contro l'aborto mandando burattini come Ferrara a farci la predica. Montano e mercificano il nostro corpo a scopi elettorali, e ordinano gli ospedali a praticare l'obiezione di coscenza tanto che in poco tempo aumentano gli obiettori. Questo è un avvenimento molto grave perchè ciò significa che la salute delle donne viene contestata, viene esaltata la figura della donna solo come strumento di riproduzione dove la sua facoltà di scelta e la sua autodeterminazione nonchè libertà non solo morale ma anche fisica non vale e deve essere fortemente controllata dagli uomini, della stessa logica di chi compie uno stupro e di chi ci picchia o uccide. 

Intanto nel nuovo governo sparisce il ministero della Sanità e le prime a risentirlo siamo noi donne. La condizione delle donne in Italia è molto grave, le mamme sono messe peggio rispetto a gli altri paesi occidentali, e molte donne ricorrono all'aborto clandestino mettendo a repentaglio la loro salute e la loro vita.
In certe città adirittura smantellano i consultori.
Berlusconi, un maschilista che tratta le donne come oggetti, forma la sua squadra e decide di dare poca importanza al ministero delle pari opportunità, privandolo di portafoglio, visto che da noi godiamo di una tale parità che non ne abbiamo bisogno. Ordina come Ministra una donna che in passato ha avuto un ruolo che
offende la figura della donna, un ruolo osannato dalla mediaset. Con questo gesto non solo ha preso in giro le pari opportunità ma ha eletto una donna che non ci rappresenta prendendo in giro chi viene discriminata trattando la donna come un oggetto che vale solo se ha un bel corpo con lo stesso criterio di chi lo mercifica.

Con questo berlusconi ha dato non solo leggerenza alle pari opportunità ma le ha anche beffeggiate. Il peggio non è ancora venuto.
La carfagna è anche omofoba e
antifemminista. Reputa la comunità LGBTQ come costituzionalmente sterile, come esibizionista quando pretende dei diritti, esalta la famiglia patriarcale e reputa le donne realizzate grazie alla famiglia esaltando il vecchi ruolo tradizionale di donna dove non è lei a sceglierlo ma lo è la società, la stessa che poi tollera le violenze contro di ella, attuate proprio perchè le è stato affidato un ruolo subordinato di dipendenza verso il marito da cui non può scappare.

Intanto con la legge del taglio dell'ici tagliano i soli 20 milioni che ci erano destinati per sostenere i
centri antiviolenza. In Italia dimenticavo si è montata una campagna elettorale sul corpo delle donne strumentalizzando lo stupro che vuole essere compiuto solo da rumeni, facendoci cedere di essere vicini alle donne ma in realtà sappiamo bene che le violenze sono in casa perchè molte donne le vivono direttamente sulla propria pelle oltre che il nostro governo deve capire che noi donne sappiamo leggere e ci informiamo, quindi conosciamo le statistiche. E' vergognoso che ci trattano ancora come sceme o come oggetti o comne se siamo proprietà degli uomini italiani. Gli uomini non devono più parlare in nome dei nostri corpi è uno stupro morale!

Continuando il discorso pare che sia scoppiato il razzismo ieri ho letto che hanno
ucciso un rumeno. Pare anche che se le violenze sulle donne sono compiute da italiani siano diventate lecite. Tutte le notizie passano in secondo piano e questo lo denota anche il taglio dei fondi ai centri antiviolenza (leggete qui).
Ci troviamo uno stato che è complice della violenza sulle donne, che legifera ed è severa per tutti i reati ma se ne strafrega della violenza di genere e che incoraggia questa.Se ad esempio c'è un emergenza di furti e il governo vieta ai negozianti di mettere gli antifurti alle case, ai negozi  e le serrande ad essi cosa accadrebbe? un aumento è ovvio..dettato da una facilità al compierli con conseguente liberalizzazione del furto stesso.Questa è un Itlaia dove i diritti umani stanno scomparendo piano piano, un italia xenofoba è un italia che non rispetta i diritti umani e che non reputa uguali gli individui.

TUTTE IN PIAZZA IL 14 GIUGNO A BOLOGNA!!!

LEGGETE
12 Giu 2008
Scusate ero assente e posto tutto ciò che è successo
Il nostro vaticano minaccia sempre di più l'Italia dove si scopre che discriminano perfino i paraplegici. Lui è affetto da questo male e il prete non lo sposa perchè non si può riprodurre. Bella cosa, viviamo in una società dove l'amore è andato a puttane e la chiesa continua a seguire la linea fascista trattandoci da contenitori. Infatti è successo un altra cosa. Il segretario al Welfare con delega alla salute vuole coinvolgere di più gli obiettori per impedirci di autodeterminarci.
Potete leggere in dettaglio da Femminismo a Sud.
Intanto vi incollo il racconto del pride tenuto Sabato.

 ASCOLTA L'INTERVENTO DI FACCIAMO BRECCIA DAL PALCO DEL PRIDE

COMUNICATO STAMPA

IL VATICANO OCCUPA L'ITALIA
FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO

Dopo un pride festoso e autodeterminato, con un atto simbolico Facciamo Breccia denuncia il tentativo di repressione e la sottrazione degli spazi di agibilità politica legata alla negazione di Piazza San Giovanni come piazza finale del Pride di Roma.

I movimenti lesbici, femministi gay e trans non si arrestano, e dopo l'occupazione di tutti gli spazi politici da parte delle destre clerico-fasciste, Facciamo Breccia ha simbolicamente occupato il territorio vaticano e Piazza san Pietro. L'occupazione è avvenuta con le bandiere NO VAT e con i corpi dei soggetti che vengono ogni giorno simbolicamente e ideologicamente costruiti come "diversi" dai mass media e dalla politica istituzionale di ogni colore.

Rivendichiamo quest'azione come atto di liberazione nell'ambito del Pride Roma contro la deriva oscurantista e securitaria che si è attivata anche, ma non solo, contro i soggetti lesbici, gay e trans. L'azione è stata rivendicata dal palco del Pride. Coordinamento Facciamo Breccia


***

Facciamo Breccia è un coordinamento nazionale ed organizza ogni anno le manifestazioni "NO VAT, Autodeterminazione, laicità, antifascismo" in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi e le Frocessioni durante le visite papali (in particolare a Verona e alla Sapienza a Roma).
Facciamo Breccia è presente nelle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Prato, Roma, Torino e Venezia, Verona.


Per ogni ulteriore informazione: www.facciamobreccia.org.

 

Domenica invece  c'è stata una manifestazione di Rom a Roma. Sfilavano urlando "Alemanno, noi siamo più romani di te". Il gruppo Everyone [gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani] ci racconta come una ragazina rom di 16 anni, incinta di 6 mesi, sia stata aggredita e presa a calci da un italiano mentre chiedeva l'elemosina a Pesaro. ci avevano anche spiegato che la storia del rapimento della bimba avvenuto a  Napoli era tutta una montatura, anzi una bufala. La stessa cosaper la banda di donne rom: bugie, montature montate a scopo di alimentare razzismo e a giustificare atti politici senza alcun senso. Il presidente del consiglio dei ministri ha dichiarato l'emergenza in iun queste regioni: Lazio, Lombardia e Campania. Una scelta che i Giuristi Democratici giudicano discriminatoria e violatoria dei diritti umani.

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne scrive alla ministra Carfagna:

Contro la violenza sulle donne serve un finanziamento nazionale concreto ed adeguato

Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne 

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.

La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.

Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.

Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza.
I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro.
La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli.

Pur condividendo con il Ministro il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.

Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.

Rileviamo che sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.

La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.

Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.

da Il Paese delle Donne online 

10 Giu 2008
Weekend antirazzista e antisessista
Da Femminismo a Sud


http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/f/fa/Pink_triangle.svg/200px-Pink_triangle.svg.pngQuesto fine settimana ci sono due iniziative di rilievo. Domani - 7 giugno - c'e' il pride romano, all'insegna di tante polemiche, con il mancato patrocinio della ministra alle pari opportunità che ha deciso che le persone glbtq non devono avere opportunità alla pari con nessuno.

Alla manifestazione parteciperà anche un nutrito spezzone femminista e lesbico a cura delle sommosse romane. Chi volesse rintracciarle le trova alle 15.00 (ma anche prima) in Piazza della Repubblica ad allestire un camioncino con le scritte: "La vostra normalità ci uccide / la nostra diversità vi seppellirà” “Contro l’ordine della famiglia / disordine lesbico” e un terzo con la firma "femministe e lesbiche autodeterminate, antifasciste, antirazziste".

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/3/3c/Black_triangle.svg/150px-Black_triangle.svg.png Dopodomani - 8 giugno - invece c'e' il corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti di Rom e Sinti in Italia. Appuntamento a Roma - dove gli sgomberi dei campi oramai sono un'abitudine - alle 15.00 al Colosseo. Sotto vi copio l'appello, il programma e tutte le info che vi servono. Buona militanza a tutti/e.

>>>^^^<<< 

Coordinamento Nazionale

Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti  in Italia

L'iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno.

Le Associazioni che aderiscono all'iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri rappresentanti al costituente Coordinamento Nazionale Permanente e al corteo antirazzista nel rispetto dei principi che hanno mosso l'iniziativa.

Domenica 8 giugno, Roma

Dalle 15 alle 16
- ritrovo dei partecipanti al COLOSSEO (Piazza del Colosseo, dal lato dei  Fori Imperiali) ci si arriva in pulman, in auto e con la metro B)
Dalle 16 alle 17
- corteo dal Colosseo fino al Foro Boario
Dalle 17 alle 20
- Foro Boario, Villaggio Globale libera discussione, proposte:
 
•  Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
•  Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
•  Varie ed eventuali

Dalle ore 20
Festival Interculturale Antirazzista:
Alexian Group (Italia)
Musicisti Rom del Kossovo
Taraf de Bucarest (Romania)
Chaja Chelen (Bosnia Erzegovina)
Lucio Pozone (chitarra flamenca)
Alessandro Cavallucci (chitarra flamenca)
Jamal Quassini
Nuove Tribù Zulu
Nico Arcieri (pianista)   
 
La partecipazione è aperta a tutti gli artisti

La partecipazione è libera e gratuita LE ADESIONI SONO APERTE A TUTTI

FERMIAMO UN  GENOCIDIO CULTURALE


Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare   in silenzio, occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole.

L'8 Giugno le Associazioni   Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile.

Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!!

***********


Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati,
Tutti credono che Rom siano  solo stranieri.
Non è vero!, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani
Tutti credono che i Rom sono nomadi.
Non è vero!, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari
Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale.
Non è vero!, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza.
Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo.
Non è vero!, infatti il termine corretto è Rom o Sinto.
Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale.
Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!

 
Protesta anche tu!

Invia la tua protesta a:

-Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano ( https://servizi.quirinale.it/webmail/ )
-Capo del Governo On Silvio Berlusconi  Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi Piazza Colonna 370
00187 Roma - Italy  tel. (+39) 0667791
-Ministro degli Interni On. Maroni ( DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it)
-Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna (serep@pariopportunita.gov.it )
-Giornalisti
-I tuoi conoscenti,
-La tua mailing list,
-Il tuo blog

EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!

I nostri slogan: Basta Razzismo contro i Rom! No all'informazione razzista! Non si può condannare un popolo! Stop alla Xenofobia! No ai pogrom!
           
Io sto coi Rom        

***********

Per informazioni e adesioni
ASSOCIAZIONE NAZIONALE THÈM ROMANÒ ONLUS 
Centro di Promozione Interculturale- Associazione Autonoma di Rom e Sinti

Per approfondimenti e aggiornamenti: Sucardrom

06 Giu 2008
I soggetti pericolosi?? Ennesima caccia alle streghe
stavolta non scrivero' nessun articolo che parlerà contro l'appello lanciato alla mediaset sull'ennesima sostituzione di carne fresca per striscia la notizia o sui servizi di lucignolo che mercificano le donne. Mi soffermero' su altri argomenti perchè mi sembra superfluo continuare a dibattere su questo se poi in Italia la condizione femminile peggiora per quanto riguarda altre sfumature e questa è solo la ciliegina sulla torta.


C'è addirttura chiè arrivato ad andare contro le prostitute, non con chi le sfrutta che sarebbe quell oil soggetto
pericoloso da espellere, ma chi va contro la vittima di questo terribile mercato. Secondo questa aberrante proposta, La prostituta è un soggetto estremamente pericoloso per la sicurezza "di chi?" e la moralità di chi vive del provento dela propria postituzione e che venga colto nel palese esercizio dell'attivita" Avete capito bene! Cioè chi costringe questo individuo ad andare con una prostituta????!!! Ritorna dunque L'antica offesa alla morale pubblica che decapita prostitute, gay senza giacca e cravatta al pride e donne che fanno sesso non a fini riproduttivi. Climadi caccia alle streghe che colpisc ele donne ancora una volta per far sembrare dei santi e giustificare chi va con una prosttuta. Però aspettiamo prima di giudicare: sarà l'ennesimo razzismo che condanna le prostitute di origine straniera che poi sono quelle che meritano protezione visto che sono sfruttate.  Bisogna capire da dove viene il pericolo della prostituta?Intanto, accade una cosa gravissima a Milano, e a Bologna e  Torino. Vigili e polizia pattugliano gli autobus per selezionare i passeggeri buoni e quelli cattivi, una cosa che mi ricorda quello che accadde in america 50 ANNI FA!!! non nel 2008.Caccia agli stranieri, e li deportano nei cpt. Un apartheid senza fine. Oggi sappiamo e non solo da oggio che gli itlaiani non sono da meno, che una ragazzina marocchina di quattordici anni è stata violentata da un italiano, ma lui non lo deporteranno, perchè come si sa gli itlaiani ci possono violentare, picchiare uccidere, tanto talgiano i fondi perchè è inutile che ci difendiamo se è legale. comunicato dell'associazione Almaterra che denuncia quanto accaduto su un autobus torinese.

Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri.  Alle 08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che a quell’ora è diretta a scuola o a lavoro,  è salita una pattuglia della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di soggiorno.

Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri il permesso di soggiorno, altri ancora né l’uno né l’altro.

Tutto l’episodio si è svolto accompagnato da frasi quali : “non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana” , “è finita la pacchia”, “l’Italia non è più il Paese delle meraviglie”.

Gli agenti hanno fatto salire tutti  gli uomini su un cellulare, solo un uomo marocchino, mostrando la carta di identità italiana, si è rifiutato di salire, chiedendo di che cosa veniva  accusato e che avrebbe fatto riferimento al suo avvocato. Gli agenti l’hanno lasciato andare.

Nessuno dei passeggeri rimasti sull’autobus è intervenuto, anzi, molte delle persone presenti, anche sui balconi delle case intorno e sui marciapiedi, hanno applaudito.

Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza e che non si ripeta mai più un simile episodio in un Paese che si dichiara civile e democratico.

Torino, 04 giugno 2008

ASSOCIAZIONE ALMATERRA

06 Giu 2008

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