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Donne ai tempi della ruota, si torna nel medioevo?

Sorelle d'Italia
Il monsignore Giuseppe Betori ha in mente di riproporre la ruota dei neonati, ovvero la vendita dei neonati. Riproporre un vero e proprio mercato di bambini a mò di carne da macello a parte la gravità che il corpo della donna verrebbe utilizzato come contenitore per sfornare figli e venderlo ad un altra coppia che non può avere figli.

Roma, Italia, anno 2008: ad un certo punto nel già articolato e evoluto dibattito sulle donne e le gravidanze a colpi di 'l'aborto è l'omicidio perfetto', si inizia a parlare di ruote. Sì, le ruote degli esposti,  dove venivano abbandonati i bambini subito dopo la nascita: sono loro l'ultima trovata della Chiesa per venire incontro alle esigenze delle madri del Terzo Millennio. 

Certo, l'idea non  è nuova, le alte gerarchie vaticane ne sono consapevoli. Furono inventate nel 1188 a Marsiglia e giunsero Roma dieci anni dopo, con una rapidità davvero sorprendente dati i tempi, epoche in cui ancora non esistevano i libri e le notizie viaggiavano a piedi o a cavallo insieme con i loro messaggeri. Ma forse proprio la loro anzianità può rappresentare un fattore decisivo: si tratta pur sempre di sistemi collaudati nei secoli, e quindi di sicura efficacia. In genere venivano costruite in pietra, sotto i porticati di monasteri e cappelle. Oggi si potrebbero usare materiali più moderni e scegliere luoghi meno in vista, l'importante è che le madri - meglio se disperate - abbiano un posto diverso dai cassonetti dove lasciare i loro figli (i gettatelli), girare l'eventuale ruota, suonare la campanella e andarsene con la coscienza tranquilla: il confessore di turno le assolverà per il peccato commesso. 

Una soluzione all'avanguardia, insomma, in linea con i tempi e con la società. A  proporla è stato Giuseppe Betori, monsignore, segretario generale della Cei, l'organizzazione dei vescovi italiani. Ha ricordato che la Chiesa da più o meno duemila anni si oppone con tutte le sue forze alle interruzioni di gravidanza. 'Non è questione di questi giorni' , sono state le sue parole, e quindi non cambierà di certo posizione ora. Per questo non esclude nulla, nemmeno il ritorno alle buone, vecchie ruote 'che hanno espresso e possono esprimere ancora oggi un modo per venire incontro alle esigenze delle donne'

D'altra parte, a decretare il fallimento delle ruote non era stata la Chiesa ma la società alle prese con le crudeli leggi dell'economia e della demografia. Nell'Ottocento la popolazione aumentò a dismisura: principi e re si trovarono a dover affrontare costi insostenibili per le loro casse spesso dilapidate da eccessi di feste e guerre. Gli abbandonati aumentarono ma nemmeno gli orfanatrofi riuscivano più a occuparsene. In Italia ogni anno venivano abbandonati dai trenta ai quarantamila neonati. Troppi. La prima città a chiudere le ruote fu Ferrara nel 1867. L'anno successivo Milano e Como, nel 1869 Torino, nel 1870 Novara, nel 1872 Roma, nel 1873 Cosenza e Udine, nel 1874 Genova e Napoli, nel 1875 Firenze, Siena, Verona e Vicenza, nel 1876 Rovigo. Fu solo Benito Mussolini nel 1923 a mandarle definitivamente e ufficialmente in pensione con il “Regolamento generale per il servizio d'assistenza agli Esposti” del suo primo governo. 

Un secolo e mezzo è trascorso dalla chiusura delle ruote. La popolazione italiana è più che raddoppiata rispetto ai 25-26 milioni della metà del XIX secolo. Le madri degeneri continuano a essere più o meno uguali in numero, visto che nel 2005 c'erano state poco meno di 130 mila interruzioni regolate dalla 194. Il fenomeno insomma è lo stesso, le percentuali non si discostano di molto nei secoli, a dispetto di tanti allarmi sulla degenerazione dei costumi e sulle derive libertine del mondo attuale. 

Ed ora per evitare gli aborti la Chiesa propone una soluzione che fra un po' avrà quasi mille anni. Bene, è un'idea. Io continuo a ritenere che i profilattici e in generale opportune politiche contraccettive possano rappresentare una soluzione più adatta al Terzo Millennio ma la mia è solo un'opinione. E continuo a ritenere che si debba fare di più per le donne che decidono di aver figli. 

E la Chiesa forse, visto che tiene così tanto alla nascita dei figli, una mano potrebbe darla rendendo gratuiti i suoi asili e le sue scuole elementari e creando asili nido a costo zero. Sono certa che tanti fra coloro che in questi giorni si sono iscritti o rinnovano il loro impegno come volontari nei Movimenti per la Vita sapranno trovare tempo e modo di dare anche loro una mano visto che la Chiesa con la sua crisi di vocazioni potrebbe non disporre di tutto il personale necessario. Sui locali invece non ho dubbi che fra le tante sue proprietà il Vaticano riuscirà a trovarne in tutt'Italia da mettere a disposizione della battaglia in nome di una maternità sempre più voluta, possibile, diffusa. 

ps: due anni fa a Roma il Policlinico Casilino ha inaugurato una specie di ruota moderna, due stanze dove in totale anonimato una madre può lasciare suo figlio. Ne ha usufruito una sola donna, a un anno dall'abbandono la pratica per l'affidamento del bimbo a una famiglia è ancora in corso.

pps: la legge prevede già la possibilità per una donna di partorire e poi abbandonare in perfetto anonimato il proprio neonato nell'ospedale. Sarà il Tribunale a provvedere poi a occuparsi dell'affidamento a una nuova famiglia.

Vignetta 'Il Papa e i figli abbandonati' - Copyright Blog 'Diritto di cronaca'

 
Sono sempre gli uomini a decidere e fare uso improprio del corpo delle donne. Ne fanno un contenitore da feto, una campagna per accaparrare simpatie da parte della chiesa,un oggetto da abusare e senza libertà di decidere lei sul suo corpo poichè nè decidono quale dev'essere il ruolo della donna senza una possibile sua autodeterminazione. E le donne?
Siccome che nessuno oblbiga a nessuna se abortire o meno, perchè dovremmo attenerci ad un sistema che ci impone di partorire e un sotterfugio evidente che preannuncia un voler riporre la donna dentro le mura di casa o riconsegnarci nelle mani delle mammane ad ucciderci, perchè se non ci pensano le mammane ci pensano i tanti autori di femminicidio che circolano nelle sacre famiglie italiane tanto venerate dalla chiesa in un clima da medioevo moderno.


21 Mar 2008
Rosa · 131 visite · 4 commenti
Categorie: Aborto, Autodeterminazione
Ferrara: guerra alle donne? e noi lo denunciamo!

FLAVIA AMABILE

E se ora le femministe denunciassero Giuliano Ferrara?
Dopo l’ennesima accusa di omicidio lanciata in pubblico in pieno comizio elettorale dell'8 marzo il circolo Donna Proletaria di Milano e Mujeres Libres di Torino sono passati all'azione. Ieri pomeriggio c'è stato un lungo incontro con il penalista milanese Sami Behare e fra una decina di giorni sarà pronta una denuncia pubblica contro il direttore de 'Il Foglio'. I capi di accusa saranno vari: dalla diffamazione alla calunnia, fino alla molestia.

Finora ci ha denunciate sempre lui senza una giusta causa e nessuno nemmeno in politica ha preso nota di questo e delle violenze che lui affiancandosi alle forze dell'ordine stanno attuando contro le donne.

'Se una donna si alza al mattino e la prima cosa che vede in televisione è Giuliano Ferrara che le da’ dell’assassina è chiaro che ne riceve un danno e quindi una molestia', spiega Emma Pinna del circolo Donna Proletaria. Le donne si sentono molestate, dunque, ma anche calunniate e diffamate 'perché in nessun articolo del Codice penale l'aborto è un reato'. E invece Ferrara 'disorienta pubblicamente le donne nelle loro opinioni sulla maternità, attraverso la diffamazione, calunnie e molestie a mezzo stampa e mezzi mediatici, tramite la diffusione di notizie false (omicidi perfetti) resa ancor più grave dalla sua posizione di giornalista'. L'accusa di molestie - hanno spiegato le femministe - è giustificata dal fatto di sentirci chiamare "assassine" tutti i giorni. Consideriamo questo fatto una aggressione ingiustificata a un diritto acquisìto  di cui andiamo fiere e che siamo  pronte a difendere come leonesse che vedono i loro cuccioli in pericolo.  

 L’avvocato delle femministe è un duro, nel 1999 ha messo in ginocchio il sistema bancario italiano per il loro vizio di ricalcolare gli interessi sui conti correnti. 'Ferrara avrà decine di legali, ma io non ho paura di lui'. Anzi. Nella denuncia vorrebbe inserire anche il reato di procurato allarme 'perché con la sua campagna e le sue provocazioni sta allarmando l’intera popolazione femminile italiana'. E poi al tutto aggiungerà una sostanziosa richiesta di risarcimento danni. 

'Denunciamo Ferrara!' è da ieri un appello che sta circolando fra i collettivi femministi di tutt'Italia. Una lettera aperta che si conclude così: 'Oltre alla denuncia penale, vogliamo costituirci come femministe parte lesa e chiedere i danni. APPOGGIATECI TUTTE!' I link sono sui nomi dei due circoli. Chi volesse appoggiarle, sa dove trovarle. 
Le femministe - che hanno già lanciato una raccolta di firme a sostegno della loro iniziativa - si costituiranno inoltre parte civile con l'obbiettivo di ottenere un sostanzioso risarcimento danni. Scendere in piazza a urlare la propria rabbia contro i partiti che approvarono la legge 194 e adesso si mostrano tiepidi nella sua difesa è la strada più breve per liberarsi del marciume che ci sta travolgendo come la spazzatura. Riprendere la politica nelle proprie mani, per tornare ad essere protagonisti della propria vita è la formula vincente per invertire la deriva clericale imboccata dal nostro Paese nell'ultimo decennio. 

Ancora una volta saranno le donne a decretare ufficialmente che il sistema di oppressione e sfruttamento che ci hanno imposto è arrivato al capolinea e che è tempo di realizzare quel cambiamento radicale che la società civile non si è mai stancata di invocare.

Vignetta 'Ferrara e l'uso dei feti' - Copyright Blog 'Diritto di cronaca'


Ci siamo già accorte di quanto è maschilista questo paese che preferisce ascoltare un uomo, che parla di una cosa che non gli appartiene, come se noi parlassimo di prostata (immagino, si sarebbe sollevato il finimondo) e mette a tacere le donne, che difendono la propria libertà sessuale.


18 Mar 2008
le interviste ai cittadini


Padova, domenica 16 donne contro Ferrara, interviste ad alcuni manifestanti e scontri con quei fascistoni delle forze dell'ordine.

18 Mar 2008
Ferrara? no grazie!

Lui : aborto? no grazie, noi rispondiamo: Ferrara? non grazie!
Proprio ieri sera Majin Bu arriva a padova, con la sua solita campagna contro l'aborto. , chiama la polizia davanti al Comune di Padova, dove un gruppo di circa 200 femministe ha contestato l'arrivo in città di Majin Buu, per presentare il programma della lista «Aborto? No Grazie». Ma Majin Buu non molla e chiama i rinforzi perchè poverino da solo non ce la fa.
La reazione dei carabinieri è scattata quando un gruppo di manifestanti, soprattutto donne ma anche militanti dei centri sociali e del movimento «No Dal Molin», ha cercato di forzare il blocco al cancello principale di Palazzo Moroni, la sede municipale dove Ferrara doveva ancora arrivare. È partita così una prima carica di alleggerimento, poi una seconda, che ha respinto indietro i dimostranti. Non si registrano contusi. Chissà perchè le forze dell'ordine non ci sono mai quando una donna denuncia una violenza, loro vengono a fare violenza alle donne.

“Padova, Conegliano, Verona - Ferrara? No, grazie! Sei inconcepibile!”gg-45.jpg picture by kikkazz
Questo lo slogan con cui le donne di Padova, Verona e Conegliano si apprestano ad "accogliere" le svariate iniziative pubbliche di Majin Buu e dei suoi discepoli.
Di seguito, un giro di considerazione in merito alle mobilitazioni ed il clima attuale. 

Eravamo in tante l’8 marzo a Chioggia contro l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Chioggia della moratoria contro l’aborto promossa da Majin Buu.
E in tante e tanti dobbiamo essere anche domenica 16 marzo a partire dalle ore ore 19 in Piazza delle Erbe quando Majin Buu verrà a presentare la sua lista per le prossime elezioni politiche (missà che quelle erbe se le ha fumate). L’ha chiamata "Aborto? No, grazie!". Noi diciamo "Ferrara? No, grazie!".
Nessuna speculazione politica sui nostri corpi, sulla nostra libertà di scelta e sulla nostra autodeterminazione.
Contro ogni fondamentalismo etico e religioso difendiamo la nostra vita!


La cosa che mi ha indignata la misoginia e l'antifemminismo  dei mass media hanno fatto passare a noi dalla parte del torto mentre eravamo quelle che difendevamo il nostro corpo "le femministe contro Ferrara", semmai dovrebbe essere Ferrara contro le donne, perchè è inconcepibile che un uomo, per giunta come quell'essere si interessi e mandi avanti una campagna sui nostri corpi. 

 Ma dico: E' normale quest'uomo?
Prima di tutto non capisco perchè si sente tanto minacciato da questi aborti visto che l'argomento non dovrebbe nemmeno interessagli e non ci spaventa nemmeno la sua campagna fascista in combutta con le forze dell'ordine. .Anche se ha una grossa mole e si aiuta con le fasciste forze dell'ordine non riuscirà a fermarci. Alla prossima puntata (spero di no).

17 Mar 2008
Contraccezione gratis, liberazione sessuale o tranello alla 194?


Sì dei ginecologi all'idea dell'organismo ministeriale. «Accesso facilitato al farmaco del giorno dopo»


All'Italia gli si accende una lampadina: per evitare gli aborti? liberalizziamo la contraccezione...

ROMA
— Il Paese meno aperto alla pillola (la prendono appena il 25% delle italiane in età fertile) apre alla pillola. Proprio così. Per la giornata dell'8 marzo fra le proposte della Commissione salute della donna, ministero della Sanità, vicepresidente Maura Cossutta, c'è la gratuità degli anticoncezionali a basso dosaggio. Quelli di ultima generazione con una quantità di estrogeni inferiore ai 20 microgrammi. Tra i punti salienti del Rapporto Osservatorio Donna un accesso agevolato alla pillola del giorno dopo, da prendere entro le 48 ore dal rapporto sessuale potenzialmente a rischio. Chi la richiede al pronto soccorso potrebbe ricevere il cosiddetto codice verde, cioè una priorità nel ricevere l'assistenza dei medici. Idea definita «delirante » da Luca Volontè, Udc. Dunque contraccezione orale per tutte. Ora vengono rimborsate solo le pillole di dosaggio medio, più datate. Michele Grandolfo, epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità, precisa e polemizza: «La pillola gratuita è già prevista dalla legge 405 istitutiva dei consultori. Se ancora non è così, è perché in Italia c'è qualche problema».
 
Come si fa ad essere contro l’aborto e al contempo contro la prevenzione di una gravidanza (e dunque la prevenzione di un possibile aborto) è difficile capire.  impossibile.


Comunque sia, la proposta della Commissione di Livia Turco va considerata una sorpresa se non altro per le reazioni. Perplessi i medici cattolici, presieduti da Vincenzo Saraceni che temono che un simile allargamento conduca ad un «uso superficiale. Sono contrario ad ogni pratica che porti all'aborto diretto o indiretto ». E Isabella Bertolini, FI: «Facilitare un uso scriteriato impedisce la maturazione sessuale». Per Vittoria Franco, Pd, invece «è giusto puntare sulla contraccezione per prevenire l'aborto». (ignoranza perchè si sono escluse le altre cause)

Favorevoli anche i ginecologi dell'Associazione Aogoi, che riunisce gli ospedalieri. Erminia Emprim, Sinistra arcobaleno: «Per prevenire l'aborto serve educazione sessuale nelle scuole». Il ministero propone inoltre che vengano messi in commercio confezioni da 6 blister in un'unica scatola, anziché singole, e che siano gratuite per le donne meno abbienti la spirale - al rame o il tipo medicato con estrogeni - e il diaframma, in realtà caduto in disuso perché scomodo e legato all'applicazione di crema spermicida. Attualmente sono una decina le pillole al di sotto dei 20 microgrammi in fascia C, a pagamento, oltre a cerotto e anello anticoncezionale (15 mg). Organon Shering Plough, una delle aziende all'avanguardia nella ricerca di contraccettivi sicuri, si sta muovendo nella direzione di estrogeni naturali che rendano la pillola ancora più tollerata.


...E più libertà sessuale per le donne

Infatti, leggete quanto è scioccante la disonformazione dei giovani nel 2008!!!:


 giovani hanno informazioni carenti e lacunose sia a causa della mancata educazione sessuale da parte dei genitori sia per la totale carenza di interventi scolastici che vadano in questo senso. Preoccupanti anche le convinzioni, veramente d’altri tempi, di molte giovanissime che ritengono non si possa rimanere incinta la “prima volta” o che basti astenersi dall’orgasmo (un altro esempio di sessualità non sana) per rendersi infertili. Di contro però molte di esse sono ancora, incredibilmente, convinte si possa restare incinta scambiandosi un bacio. Alla luce di questi dati, a dir poco sconfortanti, la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) intende avviare, in collaborazione con il Ministero della pubblica istruzione, un programma di educazione sessuale nelle scuole. Intanto è già stato distribuito l’8 marzo in alcune piazze italiane, e lo sarà ancora nei prossimi giorni nelle discoteche e ai concerti, un vademecum per proteggere i ragazzi da tutte le dicerie infondate in tema di sessualità e prevenzione di gravidanze indesiderate intitolato appunto: “Sesso senza sorprese. Tutto quello che (non) devi sapere per non rimanere incinta


Finalmente una buona notizia, per sensibilizzare ed eliminare il tabu' sulla pillola che induce a poche italiane a conoscere  e prendere questo tipo di contraccettivo, per non parlare dell'ignoranza in materia di contraccezione che insduce a confondere la pillola del giorno dopo con la RU480. Che sarà la fine della caccia alle streghe? Difficile sperare..... Io credo che è una cosa ingiusta spendere per un rapporto sessuale protetto, che deve essere una cosa normale per una donna, se no manca la libertà sessuale. Spero solo che non sia una mossa per eliminare la nostra 194.

13 Mar 2008

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