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Scusate ero assente e posto tutto ciò che è successo
Il nostro vaticano minaccia sempre di più l'Italia dove si scopre che discriminano perfino i paraplegici. Lui è affetto da questo male e il prete non lo sposa perchè non si può riprodurre. Bella cosa, viviamo in una società dove l'amore è andato a puttane e la chiesa continua a seguire la linea fascista trattandoci da contenitori. Infatti è successo un altra cosa. Il segretario al Welfare con delega alla salute vuole coinvolgere di più gli obiettori per impedirci di autodeterminarci.
Potete leggere in dettaglio da Femminismo a Sud.
Intanto vi incollo il racconto del pride tenuto Sabato.

 ASCOLTA L'INTERVENTO DI FACCIAMO BRECCIA DAL PALCO DEL PRIDE

COMUNICATO STAMPA

IL VATICANO OCCUPA L'ITALIA
FACCIAMO BRECCIA OCCUPA IL VATICANO

Dopo un pride festoso e autodeterminato, con un atto simbolico Facciamo Breccia denuncia il tentativo di repressione e la sottrazione degli spazi di agibilità politica legata alla negazione di Piazza San Giovanni come piazza finale del Pride di Roma.

I movimenti lesbici, femministi gay e trans non si arrestano, e dopo l'occupazione di tutti gli spazi politici da parte delle destre clerico-fasciste, Facciamo Breccia ha simbolicamente occupato il territorio vaticano e Piazza san Pietro. L'occupazione è avvenuta con le bandiere NO VAT e con i corpi dei soggetti che vengono ogni giorno simbolicamente e ideologicamente costruiti come "diversi" dai mass media e dalla politica istituzionale di ogni colore.

Rivendichiamo quest'azione come atto di liberazione nell'ambito del Pride Roma contro la deriva oscurantista e securitaria che si è attivata anche, ma non solo, contro i soggetti lesbici, gay e trans. L'azione è stata rivendicata dal palco del Pride. Coordinamento Facciamo Breccia


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Facciamo Breccia è un coordinamento nazionale ed organizza ogni anno le manifestazioni "NO VAT, Autodeterminazione, laicità, antifascismo" in occasione dell'anniversario dei Patti Lateranensi e le Frocessioni durante le visite papali (in particolare a Verona e alla Sapienza a Roma).
Facciamo Breccia è presente nelle città di Bari, Bologna, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Prato, Roma, Torino e Venezia, Verona.


Per ogni ulteriore informazione: www.facciamobreccia.org.

 

Domenica invece  c'è stata una manifestazione di Rom a Roma. Sfilavano urlando "Alemanno, noi siamo più romani di te". Il gruppo Everyone [gruppo internazionale che si batte contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani] ci racconta come una ragazina rom di 16 anni, incinta di 6 mesi, sia stata aggredita e presa a calci da un italiano mentre chiedeva l'elemosina a Pesaro. ci avevano anche spiegato che la storia del rapimento della bimba avvenuto a  Napoli era tutta una montatura, anzi una bufala. La stessa cosaper la banda di donne rom: bugie, montature montate a scopo di alimentare razzismo e a giustificare atti politici senza alcun senso. Il presidente del consiglio dei ministri ha dichiarato l'emergenza in iun queste regioni: Lazio, Lombardia e Campania. Una scelta che i Giuristi Democratici giudicano discriminatoria e violatoria dei diritti umani.

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne scrive alla ministra Carfagna:

Contro la violenza sulle donne serve un finanziamento nazionale concreto ed adeguato

Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne 

La Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza e delle Case delle Donne, che accoglie al proprio interno la maggior parte delle associazioni di donne e dei servizi italiani rivolti alle donne vittime di violenza, esprime sconcerto e preoccupazione per le scelte operate dal Governo in tema di violenza di genere verso le donne.

La rete dei Centri aveva sollecitato in più occasioni la definizione di un Piano di azione nazionale contro la violenza alle donne quale strumento principale per mettere a punto azioni di sistema per garantire un efficace intervento di prevenzione e contrasto in area culturale, sanitaria, sociale e di protezione, e sia per sostenere le attività svolte dai centri stessi.

Avevamo plaudito la decisione di creare, da parte del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità un fondo nazionale per l’anno 2008 così da avviare la sperimentazione di un Piano di azione contro la violenza, uniformando così l’Italia agli standard attuati negli altri stati europei.

Leggiamo con preoccupazione le affermazioni del nuovo Ministro in tema di analisi del fenomeno (lettera a La Repubblica), e rileviamo che in quella stessa lettera si esprime la volontà di rivedere, ripensare e rafforzare i centri antiviolenza.
I dati e la lettura del fenomeno che emerge in qualsiasi indagine e documento internazionale, contrasta con l’interpretazione del nuovo Ministro.
La violenza verso le donne avviene (come rilevato in tutte le indagini nazionali ed internazionali) nelle relazioni di intimità, nelle famiglie, e l’imposizione dell’affido condiviso nei casi di violenza domestica serve solo ad innalzare il rischio di pericolosità per le madri e per i figli.

Pur condividendo con il Ministro il diritto dei figli di mantenere un rapporto continuativo con entrambi i genitori durante e dopo la loro separazione, l’attuale legge sull’affido condiviso ci appare caratterizzata da una pericolosa semplificazione in quanto impone un unico modello di affidamento per tutte le separazioni.

Vorremmo anche precisare che non sono le separazioni che causano la violenza, bensì avviene esattamente il contrario. L’affermazione di libertà femminile acuisce la violenza, ma non si può certo chiedere alle donne di rinunziare alla propria affermazione per evitare la violenza, sarebbe certo una richiesta impropria, che carica la “vittima” della responsabilità dell’aggressione e che non va verso relazioni tra sessi improntate alla reciprocità ed alle pari opportunità di genere.

Rileviamo che sono stati “tagliati” i fondi destinati al Piano di azione Nazionale. Chiediamo che venga rivista tale decisione affinché le parole di indignazione espresse dai politici in occasione delle morti delle donne a causa di violenza, non siano parole vuote.

La violenza verso le donne è un fenomeno che non si può cancellare con le dichiarazioni, ma con azioni concrete ed adeguate. Per farlo serve un finanziamento nazionale altrettanto concreto ed adeguato, che permetta lo sviluppo di azioni di sistema ed il rafforzamento dei luoghi di accoglienza delle vittime.

Vorremo un confronto aperto sul tema e chiediamo che venga ripristinato il fondo, così da avviare il piano di azione nazionale, sul quale chiediamo di essere coinvolte per un reale processo di concertazione sugli obiettivi da raggiungere per il 2008.

da Il Paese delle Donne online 

10 Giu 2008
Non sei vergine? ti annulliamo il matrimonio
Sposa
Ma anche in Francia la condizione femminile non è tra le più rosee. Una donna si vede annullare il matrimonio perchè non vergine. Non solo qui ci troviamo davanti ad una donna che non può avere una libera sessualità in quanto donna ma ci troviamo davanti ad un caso in cui se sei donna devi essere comprata nuova, come fosse merce. Perchè poi si sa che se sei donna poi qualche idiota va a misurarti in base a quello che ti trovi in mezzo alle gambe o dall'uilizzo che vogliono fare, come mezzo da riproduzione per un ruolo che quel che grave non è scelto da te ma deciso da un uomo. Duro colpo alla parità di sessi e alla nostra libertà, quante volte siamo state condannate anche senza annullare un matrimonio se siamo troppo libere? questo fatto è aberrante e va denunciato. Infatti le donne ci hanno già pensato. Leggete qui:
Dal paese delle donne online

 

Elisabeth Badinter, filosofa e scrittrice francese, ha espresso la sua “vergogna” nei confronti della giustizia francese giovedì 29 maggio sulle onde di France Inter. La sua reazione di sdegno si riferisce alla notizia, apparsa ieri su alcuni quotidiani francesi, riguardante la decisione del Tribunale di Grande Instanza di Lille (città del Nord della Francia) di procedere all’annullamento di un matrimonio per “errore sulle qualità essenziali” della sposa, che avrebbe mentito sulla sua virginità.

Badinter si dice “ulcerata dalla decisione del tribunale per aver accettato di giudicare un simile caso, perché in Francia la sessualità delle donne è un affare privato e libero, assolutamente libero”. Esprime quindi la sua preoccupazione nell’ipotesi che una tale sentenza possa in futuro portare “le giovani donne musulmane a correre negli ospedali per procedere ad una ricostruzione dell’imene”. “Con sentenze come queste - conclude la filosofa - invece di difendere le donne, (…) , i tribunali aumentano la pressione su di esse”.

Laure Heinich-luijer, avvocata presso il tribunale di Parigi, ha dichiarato che tale decisione incarna “il relativismo culturale in applicazione” e “un passo indietro del diritto delle donne a disporre del loro corpo”.


 

La decisione del tribunale di Lille di concedere l’annullamento del matrimonio in ragione della non verginità della sposa solleva molto rumore, in una Francia che si risveglia non cosi laica come si dipinge. Femministe e lesbiche chiamano tutte e tutti a scendere in piazza il prossimo 7 giugno in tutto il Paese per protestare contro queste derive tradizionaliste e sessiste.

“Si tratta di un giudizio incredibile – commenta a caldo Nathalie Rubel (dottoranda in filosofia sulle questioni di genere e laicità in diritto civile) sulla lista del CLF, Coordinamento lesbico in Francia -. In primo luogo perché ha messo una giovane donna in una situazione degna del Medioevo, di fronte al codice d’onore invece che al diritto”.

La verginità, da intendre evidentemente come verginità femminile, non può in nessun caso considerarsi una qualità essenziale della sposa, “perché in diritto le ’qualità essenziali’ non sono un requisito privato. Una richiesta di annullamento, anche relativa, deve giustificarsi pubblicamente”.

La sentenza si basa sull’art. 180 del Codice civile francese che regola il consenso al matrimonio e afferma che “in caso di errore di persona, o delle sue qualità essenziali, l’altro sposo puo chiedere l’annullamento del matrimonio”.

“La legge è imprecisa – fa notare Nathalie Rubel -. Essa si applica ai casi di disturbi gravi dell’integrità fisica e mentale (impotenza, setrilità conclamata, schizofrenia). Neppure l’errore sull’identità, la nazionalità ecc. bastano ad invalidare un matrimoni. (...) Quanto al fatto di aver mentito su un punto sensibile per il ricorrente, ciò non costituisce motivo sufficiente per invalidare la ’fede’/fiducia nel legame coniugale (e la logica del sospetto avrebbe in ogni caso la meglio sui sentimenti)”.

Quanto al valore che si vuole far passare come ‘qualità essenziale’, esso contrasta con la laicità tanto invocata dalla Francia. Oggi ne sono protagonisti due musulmani, ma poco importa, la verginità, la castità sono valori promossi dalle religioni monoteiste in genere, volti al controllo del corpo delle donne. “E’ questo un giudizio che non dà certo prova di spirito di pari opportunità. Sarebbe poco immaginabile pensare che una donna averbbe avuto la stessa vittoria facendo appello alle ’libertà anteriori’ del suo futuro marito. Il matrimonio resta cosi uno spazio di controllo del corpo delle donne e soprattutto delle donne...”.

“E’ a partire da esempi come questi che si scopre la fragilità del diritto civile. Perché, in fondo, a che titolo lo Stato puo’ invalidare un matrimonio infecondo? A che titolo esigere prove di ’fedeltà anticipata’, di ’prima del matrimonio’? Che genere di impedimento al matrimonio potrebbe costituire la non-verginità per lo Stato ? Sentenze come queste dicono molto di più di quello che pretendono affermare e sono la conferma di come il matrimonio civile non sia ancora separato da quello religioso. Per quel che ne so io, poi, Mahomet non si é sposato solo con una vergine, la piccola Aicha, e la verginità alla base é una sanzione cattolica con una forte tendenza per l’assoluta castità del discepolo e della vita conventuale” insiste Nathalie Rubel.

“Non resta che sperare – conclude ironica - che le giovani donne che vivono secondo la legge machista della religione sapranno almeno utilizzare questa sentenza come ’libertà preventiva’, al fine di annullare matrimoni che saranno loro imposti”.

Un paradosso al quale Rachida Dati, ministra della Giustizia francese crede davvero, visto che ha dichiarato pubblicamente che sentenze come queste rappresentano al contrario “un modo per proteggere le giovani donne (dai matrimoni imposti, ndr)”.


Link consigliati La virginité, qualité essentielle qui embarrasse la droite


Le donne si riuniscono per difendere il nostro diritto quello di autodeterminarci ed avere una nostra libertà.Perchè non abbiamo visto mai nessuno che annulla una matrimonio ad un uomo perchè non vergine e perchè andato con prostitute.
06 Giu 2008
I soggetti pericolosi?? Ennesima caccia alle streghe
stavolta non scrivero' nessun articolo che parlerà contro l'appello lanciato alla mediaset sull'ennesima sostituzione di carne fresca per striscia la notizia o sui servizi di lucignolo che mercificano le donne. Mi soffermero' su altri argomenti perchè mi sembra superfluo continuare a dibattere su questo se poi in Italia la condizione femminile peggiora per quanto riguarda altre sfumature e questa è solo la ciliegina sulla torta.


C'è addirttura chiè arrivato ad andare contro le prostitute, non con chi le sfrutta che sarebbe quell oil soggetto
pericoloso da espellere, ma chi va contro la vittima di questo terribile mercato. Secondo questa aberrante proposta, La prostituta è un soggetto estremamente pericoloso per la sicurezza "di chi?" e la moralità di chi vive del provento dela propria postituzione e che venga colto nel palese esercizio dell'attivita" Avete capito bene! Cioè chi costringe questo individuo ad andare con una prostituta????!!! Ritorna dunque L'antica offesa alla morale pubblica che decapita prostitute, gay senza giacca e cravatta al pride e donne che fanno sesso non a fini riproduttivi. Climadi caccia alle streghe che colpisc ele donne ancora una volta per far sembrare dei santi e giustificare chi va con una prosttuta. Però aspettiamo prima di giudicare: sarà l'ennesimo razzismo che condanna le prostitute di origine straniera che poi sono quelle che meritano protezione visto che sono sfruttate.  Bisogna capire da dove viene il pericolo della prostituta?Intanto, accade una cosa gravissima a Milano, e a Bologna e  Torino. Vigili e polizia pattugliano gli autobus per selezionare i passeggeri buoni e quelli cattivi, una cosa che mi ricorda quello che accadde in america 50 ANNI FA!!! non nel 2008.Caccia agli stranieri, e li deportano nei cpt. Un apartheid senza fine. Oggi sappiamo e non solo da oggio che gli itlaiani non sono da meno, che una ragazzina marocchina di quattordici anni è stata violentata da un italiano, ma lui non lo deporteranno, perchè come si sa gli itlaiani ci possono violentare, picchiare uccidere, tanto talgiano i fondi perchè è inutile che ci difendiamo se è legale. comunicato dell'associazione Almaterra che denuncia quanto accaduto su un autobus torinese.

Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri.  Alle 08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che a quell’ora è diretta a scuola o a lavoro,  è salita una pattuglia della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di soggiorno.

Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri il permesso di soggiorno, altri ancora né l’uno né l’altro.

Tutto l’episodio si è svolto accompagnato da frasi quali : “non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana” , “è finita la pacchia”, “l’Italia non è più il Paese delle meraviglie”.

Gli agenti hanno fatto salire tutti  gli uomini su un cellulare, solo un uomo marocchino, mostrando la carta di identità italiana, si è rifiutato di salire, chiedendo di che cosa veniva  accusato e che avrebbe fatto riferimento al suo avvocato. Gli agenti l’hanno lasciato andare.

Nessuno dei passeggeri rimasti sull’autobus è intervenuto, anzi, molte delle persone presenti, anche sui balconi delle case intorno e sui marciapiedi, hanno applaudito.

Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza e che non si ripeta mai più un simile episodio in un Paese che si dichiara civile e democratico.

Torino, 04 giugno 2008

ASSOCIAZIONE ALMATERRA

06 Giu 2008
Tagliati i fondi per i centri antiviolenza

Dopo la lettera della Carfagna doveci faceva capire la sua grande dedizione alle famiglie dove in caso di violenza sembrava volesse dire che la colpa delle violenze fosse nostra, dopo aver tantato di smantellare un consultorio, ora attaccano i centri antiviolenza talgiandoli i fondi. E' lo stesso stato dove attribuisce la violenza sulle donne ad un popolo ed è anche lo stesso che ci nega l'autodeterminazione e che è complice di una violenza di genere senza fine. Questo quadro mostra ancora un volta (me ne ero acccorta anche prima) che gli ialiani ci posono massacrare in mille modi.


Leggete bene qui per saperne di più: Da Sorelle d'italia

Molte le novità contenute nel decreto fiscale del Ministro Tremonti tra le quali il taglio dell’ici e l’eliminazione dei fondi per i centri antiviolenza: d’ora in avanti le donne potranno essere massacrate tra le quattro mura domestiche con un grosso risparmio di soldi sia per i proprietari di casa che per lo Stato.

Soddisfazione in tal senso espressa dal Ministro Carfagna che dopo la proposta di Alemanno di dedicare una via romana ad Almirante, ha proposto a sua volta di dedicare l’intera autostrada del sole alla gnocca .“Ognuno” ha fatto sapere in una breve nota del suo parrucchiere “ identifica la propria formazione politica dove meglio crede ed è innegabile che tutti gli italiani debbano moltissimo alla gnocca”.

Tanto in parlamento si torna a discutere del famoso pacchetto sicurezza che oltre ad un decreto salva badanti dovrebbe prevedere anche un decreto salva prostitute . Tra l’altro, e questa invece è proprio una novità, per venire incontro alle difficoltà di milioni di famiglie italiane che non arrivano a fine mese, il decreto dovrebbe anche prevedere la possibilità per i clienti delle prostitute di rinegozziare le prestazioni matrimoniali con la propria consorte la quale, non accogliendo le richieste del marito, lo autorizzerà di fatto e grazie ad una norma già denominata “norma del cazzo” a spendere con le prostitute i soldi risparmiati sulla rata del mutuo.

Da Universo femminile

 

Spazzati via venti milioni. Non che siano tantissimi ma certo erano moltissimo per gli oltre cento centri antiviolenza che in Italia si occupano di dare protezione e un tetto a donne sole, ragazze-madri maltrattate, per lo più straniere, con bambini piccoli. Storie di senza nome, poco performanti da un punto di vista mediatico, e però passa anche da questi Centri antiviolenza il livello di civiltà di un paese. "Il primo atto del governo contro la violenza sulle donne? Un bel taglio al Fondo istituito dalla Finanziaria 2008 con 20 milioni di euro per il sostegno alle vittime e la prevenzione" denuncia Vittoria Franco, ministro ombra del pd per le Pari Opportunità che chiama in causa il ministro Mara Carfagna: "Cosa intende fare il neo ministro? Se n'è accorta?". Il ministro potrà riflettere su cifre e dati. I numeri dicono che in Italia ci sono 14 milioni di donne vittime di violenza di cui ben tre milioni tra le mura domestiche, drammi vissuti nel silenzio e nell'indifferenza. Una risposta, un segnale di aiuto e di una possibile via di fuga, è arrivato in questi anni soprattutto dai Centri anti violenza. Che ora restano senza fondi. Che fare? Vittoria Franco ha già presentato un'interrogazione al governo.

(fonte Repubblica)

Per le donne vittime di violenza continua un periodo nero: quello dell’indifferenza totale anche da parte dello Stato che ha preferito tagliare i fondi ai centri antiviolenza, perché in campagna elettorale bisogna fare promesse demagogiche per appiopparsi i voti. È più importante togliere l’ICI dalla prima casa, piuttosto che assicurare un tetto e una protezione alle milioni di donne vittime di violenza, che hanno anche dei bambini al seguito. OTTIMO!

Ma secondo voi a qualcuno interessa? Certo che no! E io che mi illudo pure che tra questa gentaccia ci sia qualcuno che possa svegliarsi e dire “Non è molto giusto, però! In campagna elettorale abbiamo detto di volere sicurezza per le donne e ora siamo i primi a negargliela!”. Infatti, in campagna elettorale, come avevo già detto, il problema della violenza sulle donne è stato sfruttato, manipolato e rigirato a dovere per far ricadere la colpa sugli immigrati e i rom. Ora che la campagna elettorale è finita gli ipocriti si sono finalmente tolti la maschera!

“Siete vittime di violenza? Arrangiatevi!” Questo è il messaggio che lancia il nostro governo. Più poliziotti, più sicurezza: siamo tutti d’accordo, ma sapete, anche il poliziotto più bravo del mondo oltre la legge non può andare. Visto che qui in Italia le leggi serie in materia di violenza sulle donne (soprattutto sulla violenza domestica) NON esistono e nessuno ha intenzione di emanarle, nessuno ha intenzione di creare tribunali contro la violenza di genere e giudici specializzati, nessuno ha intenzione di aiutare con finanziamenti i centri antiviolenza, le donne sono lasciate alla mercé della violenza. E credetemi: senza tribunali specifici e campagne per la prevenzione non si va da nessuna parte! Se un poliziotto arresta un "criminale di genere", ci vorrà poi un giudice preparato che prenda seri provvedimenti. Per la violenza di genere SERVONO tribunali specifici (come quelli spagnoli per esempio), altrimenti siamo sempre punto e a capo. Alla faccia di chi diceva di volerci difendere!

È importante sottolineare che in materia di violenza sulle donne la giustizia è fondamentale, ma non è l’unico punto. Nei centri antiviolenza lavorano medici, psicologi e avvocati che offrono gratuitamente il loro aiuto alle donne. Una donna vittima di violenza ha soprattutto bisogno di questo: un aiuto morale per lei e per i suoi bambini (in caso li abbia), una mano tesa che non la lasci scivolare nel vortice della depressione e dell’autolesionismo. Un aiuto legale per denunciare gli episodi di violenza e un aiuto concreto che si traduce nell'ospitalità in case rifugio segrete. I poliziotti sono molto utili, nessuno lo mette in dubbio, ma ognuno ha i suoi compiti. I poliziotti non hanno i requisiti per sostituire il personale qualificato che si occupa delle vittime. I poliziotti non possono accogliere in casa loro le donne maltrattate per offrirgli protezione. È per questo che esistono questi centri. È per questo che esistono persone che si svegliano tutte le mattine e ci mettono l’anima per aiutare queste donne, per fargli capire che non sono sole, per proteggerle, per dar loro una vita migliore, una vita libera dalla violenza. Ma grazie a Berlusconi e al suo popolo di boccaloni, tutto questo non sarà più possibile, o comunque sarà molto più difficile da ottenere, a meno che qualche anima buona non decida di finanziare questi centri, perché dal nostro stato INCIVILE non possiamo aspettarci niente di più.

E poi, è inutile tirare in ballo quell'incompetente incapace di Mara Carfagna, visto le sue ultime sparate in materia. L'unica cosa che ci si può augurare da lei sono le dimissioni.

02 Giu 2008
Aiuto ci vogliono sgomberare la salute

http://atelierbetty.noblogs.org/gallery/67/soccie.jpg
Adesso  con il pretesto dei lavori in corso, vogliono anche farci sgomberare il consultorio. Mentre chissà perchè mai gli uffici dell'azienda sanitaria locale nello stesso palazzo della Asl  , a differenza del consultorio, restano lì dove sono. 
Il municipio lo vuole sgomberare momentaneanmente mentre c'è in corso  come dicono le dottoresse del Consultorio che non lo riapriranno più. Lo sgombero doveva avere luogo il 3 giugno mentre l ohanno anticipato ad oggi, senza avvisare.
Così le donne hanno chiamato altre donne si sono date appuntamento alle 8.30 di questa mattina in Piazza dei Mirti 45 - per impedire lo sgombero in solidarietà con le compagne di Centocelle e le donne del territorio che usufruiscono di questo Consultorio, soprattutto molte migranti. 

Al presidio hanno partecipato molte donne con uno striscione con su scritto "La salute delle donne non si sgombera" e hanno  impedito che avvenisse, almeno per adesso, lo sgombero. Lottare con il corpo per impedire lo smantellamento di un luogo destinato per tutelarlo, nonnchè lo smantellamento dei nostri diritti. Chissà perchè ma ci aspettavamo che finisse in questo modo.Obiettiamo chi vuole impedire in qeusto paese che le donne godano del diritto alla salute  :

comunicato delle donne:


No alla  chiusura del Consultorio di Piazza dei Mirti! 

Comitato Donne Centocelle e Dintorni, nato da pochi mesi nel territorio è contrario allo spostamento cosiddetto momentaneo del Consultorio di Piazza dei Mirti: causa lavori  metropolitana!

Noi donne ci domandiamo: perché viene spostato solamente il consultorio e non tutta la Asl? Una volta unitosi con Via delle Resede le donne di Centocelle casilino usufruiranno ancora dei servizi? E' i servizi saranno agevoli? Sappiamo bene che i Consultori vanno ripensati e migliorati, come lo è in primo luogo per Piazza dei Mirti. Non è forse parte del piano di smantellamento delle conquiste delle donne?

Pensiamo che il livello dei servizi dei consultori debba migliorare qualitativamente e quantitativamente, che debbano essere rispettate le piante organiche previste per legge e che non debbano esserci medici obiettori.

Che i consultori, nati dalle lotte delle donne degli anni passati, per tutelare la salute, non siano dei semplici ambulatori ma degli spazi aperti. Punti di riferimento di solidarietà e ascolto per donne, giovani e adulte, italiane ed immigrate, dove sia possibile promuovere iniziative nel territorio e nelle scuole, sui temi legati ad una cultura di genere, al benessere delle donne, e ad una corretta, educazione affettiva e sessuale.

Comitato donne 100celle e dintorni 

Come precisavo nel precedente post la situazione femminile nel nostro paese si fa più grave ed è sempre soggetta ad attacchi, le donne man mano di fa avanti godiamo sempre meno dei loro diritti acquistati. Perfino gli animali hanno diritto alla salute non si può andare avanti così e toglierla ad un essere umano in quanto donna.

 

29 Mag 2008
Rosa · 233 visite · 13 commenti
Categorie: Iniziative femministe, Diritti, Attacchi

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