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Ferrara? no grazie!

Lui : aborto? no grazie, noi rispondiamo: Ferrara? non grazie!
Proprio ieri sera Majin Bu arriva a padova, con la sua solita campagna contro l'aborto. , chiama la polizia davanti al Comune di Padova, dove un gruppo di circa 200 femministe ha contestato l'arrivo in città di Majin Buu, per presentare il programma della lista «Aborto? No Grazie». Ma Majin Buu non molla e chiama i rinforzi perchè poverino da solo non ce la fa.
La reazione dei carabinieri è scattata quando un gruppo di manifestanti, soprattutto donne ma anche militanti dei centri sociali e del movimento «No Dal Molin», ha cercato di forzare il blocco al cancello principale di Palazzo Moroni, la sede municipale dove Ferrara doveva ancora arrivare. È partita così una prima carica di alleggerimento, poi una seconda, che ha respinto indietro i dimostranti. Non si registrano contusi. Chissà perchè le forze dell'ordine non ci sono mai quando una donna denuncia una violenza, loro vengono a fare violenza alle donne.

“Padova, Conegliano, Verona - Ferrara? No, grazie! Sei inconcepibile!”gg-45.jpg picture by kikkazz
Questo lo slogan con cui le donne di Padova, Verona e Conegliano si apprestano ad "accogliere" le svariate iniziative pubbliche di Majin Buu e dei suoi discepoli.
Di seguito, un giro di considerazione in merito alle mobilitazioni ed il clima attuale. 

Eravamo in tante l’8 marzo a Chioggia contro l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Chioggia della moratoria contro l’aborto promossa da Majin Buu.
E in tante e tanti dobbiamo essere anche domenica 16 marzo a partire dalle ore ore 19 in Piazza delle Erbe quando Majin Buu verrà a presentare la sua lista per le prossime elezioni politiche (missà che quelle erbe se le ha fumate). L’ha chiamata "Aborto? No, grazie!". Noi diciamo "Ferrara? No, grazie!".
Nessuna speculazione politica sui nostri corpi, sulla nostra libertà di scelta e sulla nostra autodeterminazione.
Contro ogni fondamentalismo etico e religioso difendiamo la nostra vita!


La cosa che mi ha indignata la misoginia e l'antifemminismo  dei mass media hanno fatto passare a noi dalla parte del torto mentre eravamo quelle che difendevamo il nostro corpo "le femministe contro Ferrara", semmai dovrebbe essere Ferrara contro le donne, perchè è inconcepibile che un uomo, per giunta come quell'essere si interessi e mandi avanti una campagna sui nostri corpi. 

 Ma dico: E' normale quest'uomo?
Prima di tutto non capisco perchè si sente tanto minacciato da questi aborti visto che l'argomento non dovrebbe nemmeno interessagli e non ci spaventa nemmeno la sua campagna fascista in combutta con le forze dell'ordine. .Anche se ha una grossa mole e si aiuta con le fasciste forze dell'ordine non riuscirà a fermarci. Alla prossima puntata (spero di no).

17 Mar 2008
Ma in Italia si č deciso di tornare nel medioevo?

Vado su virgilio e sapete che leggo?
Si parlava di una proposta di ghettizzare di nuovo maschi e femmine nelle scuole:

"Fino a qualche fa la proposta poteva essere considerata un tabù. Un tentativo reazionario contro l’emencipazione femminile".

"Le ricerche internazionali dimostrerebbero che i ragazzi fanno più fatica, rispetto alle loro coetanee, soprattutto nelle materie linguistiche e nella lettura. Al contrario le ragazze arrancano sugli argomenti tecnico scientici".

Cioè, vi rendete conto come siamo messi? ancora si crede che la tendenza in una materia dipenda dal genere di appartenenza, una continua divisione per sessi e per ruoli talmente idiota e inspiegabile che si adotta in questo assurdo Paese. Il problema nel nostro paese è dare retta a preconcetti, lItalia ha sempre trattato i ruoli stereotipizzandoli, il classico esempio, molto comune nelle fiction è il maschio fanatico di calcio, la femmina avvenente.

ma gli stereotipi condizionano eccome nella scelta di ruolo dei due generi, se si pensa che l'esistenza o meno di uno stereotipo determina la differenza nelle abilità tra maschi e femmine. Una specie di condizionamento sociale. Gli stereotipi infatti vengo creati al fine di creare una casta in base al genere o razza, volto a scoraggiarne un altra.

"Una differenziazione delle classi in base al sesso potrebbe favorire un clima più idoneo all’apprendimento. E in base a questa conclusione, è stata lanciata l’idea di sperimentare i due modelli al fine di metterli al confronto, hanno sostenuto i partecipanti alla tavola rotonda".


Un clima idoneo al medioevo direi.
Prima gli attacchi al corpo femminile e ora la separazione per sessi, poi leviamo anche il diritto di voto alle donne e mettiamole il burca, non credete che questo paese si st aislamizzando? Una classe mista tra maschi e femmine favorisce  la condivisione di culture diverse e ad abolire la guerra tra sessi, che tipica di una società dove divide nettamente i ruoli.  Una società che divide i ruoli è il disegno di una società che demonizza il sesso.


http://notizie.alice.it/cronaca/maschi_femmine.html
15 Mar 2008
Berlusconi snobba precariato femminile

Il precariato e la disoccupazione femminile dovrebbe preoccupare il paese per prendere provvedimenti anzichè snobbarlo con battute poco simpatiche e maschiliste. Sentire un candidato premier dire queste baggianate anzichè risolvere questa emergenza non è certo una bella cosa e proprio all'indomani del tragico suicidio di Luigi Roca, un operaio precario di 39 anni, dopo la mancata assunzione in una societa' dell'indotto Thyssen..

berlusconi dito medio Bolzano
La disoccupazione e il precariato che affligge le donne dovrebbe preoccupare quanto quello che affligge agli uomini, ma la battuta di poco gusto dello psiconano, denota quanto ancora questo essere sia indietro per quanto riguarda il ruolo della donna nella società..

Silvio Berlusconi (questo individuo sulla foto, per non fare altri commenti) fa battute sulle giovani donne precarie perché per lui "esistono le donne del capo": lo ha detto Daniela Santanchè, candidata premier della Destra, commentando la vicenda a margine di un'iniziativa elettorale a Firenze. "La trovo un'offesa - ha spiegato ai cronisti che le chiedevano un'opinione in merito - e mi auguro che le donne italiane non vogliano sposare un miliardario, ma vogliano impegnarsi per riuscire indipendentemente dall'uomo. Capisco che per Berlusconi esistano le donne del capo, ma per la Destra non ci sono - ha concluso la Santanchè - io esorto le donne a non essere strumenti degli uomini".

"Berlusconi dovrebbe chiedere immediatamente scusa alle donne e ai precari". È quanto afferma Enrico Boselli, candidato premier del Partito socialista, che aggiunge: "Con tutti i soldi che ha lui, come fa a parlare di queste cose? Di certo non sa nulla della condizione di doppio sfruttamento per una donna che ha anche un lavoro precario. Vorrei dare a Berlusconi un consiglio: è molto meglio se ritorna a raccontare barzellette".

"Le affermazioni di Silvio Berlusconi sulle giovani donne precarie sono vergognose. Il segno di una cultura vecchia, patriarcale e sessista che ci riporta agli albori del secolo scorso, tutto ciò da cui le donne giovani e meno giovani hanno dovuto e saputo liberarsi con fatica, generosità e talento". E' quanto afferma Pina Picierno, la ventiseienne capolista del Pd in Campania.

"Un'idea di società - continua la Picierno - secondo cui le donne, per affermarsi, non solo non possono fare altro che affidarsi agli uomini ma possono farlo solo se 'avvenenti'. Un'offesa alla straordinaria intelligenza e creatività delle donne italiane. Del resto, il Cavaliere ci ha abituato in questi anni ad esternazioni imbarazzanti, poi frettolosamente smentite dal portavoce di turno".

"Stavolta non ci sarà rettifica che tenga - conclude la candidata del Pd -, crediamo profondamente che quella sfuggita ieri al Cavaliere sia davvero l'idea di società sua e del Pdl. Le italiane e gli italiani il 13 e 14 aprile sapranno dire no a chi vuole nient'altro che riportarli indietro nel tempo".


"Non penso proprio di sposare il figlio di Berlusconi, non è davvero il mio tipo". Lo dichiara Flavia D'Angeli, candidata premier di sinistra Critica, insegnante precaria di 34 anni, commentando la boutade del Cavaliere.

"E poi sono per il diritto alle unioni civili, e il matrimonio non mi attira - aggiunge D'Angeli - Scherzi a parte, la precarietà è il dramma di una generazione, e delle giovani donne soprattutto. Con questa dichiarazione del solito cattivo gusto, però, Berlusconi ha in fondo evidenziato la morale della precarietà, che costringe a dipendere dalle famiglia, e condanna giovani e donne a non avere autonomia. Non vogliamo la precarietà, anche perchè vogliamo essere libere di non dover sposare nessuno per sopravvivere. Tantomeno il figlio di Berlusconi...".


Io trovo sia una mossa idiota in un clima di elezioni, così perde punti, si prende le antipatie da parte delle donne, dei precari in generale, simbolo di uno che non vuole contribuire allo lo sviluppo del paese.

"Berlusconi in quanto a gaffe o cadute di stile non è certo nuovo, ma con quella di oggi ha passato il segno. Se si è trattato di una battuta scherzosa, a divertirsi è stato solo lui e non i tanti giovani precari e precarie e le loro famiglie giustamente preoccupate ed angosciate". Lo afferma in una nota Massimo Donadi, capogruppo di Idv alla Camera.

"Se la ricetta di Berlusconi per combattere la disoccupazione o il precariato femminile è sposare un miliardario, si capisce chiaramente la sua strisciante misoginia e la bassa considerazione che ha delle donne, liquidate con superficialità a belle statuine che fanno da arredo", aggiunge Donadi.

"Ci fa piacere, proprio nel giorno in cui Berlusconi esprime un mai sopito maschilismo, salutare l'elezione di Emma Marcegaglia a presidente di Confindustria", conclude il capogruppo di Idv.



13 Mar 2008
Donne sciampiste, Gasparri vergognati!!!
"L'onorevole Gasparri dà voce a una tradizione davvero deprimente. Le sue parole rappresentano la conferma di una profonda mancanza di rispetto, di stile e correttezza nei confronti delle donne. Atteggiamento non nuovo parte di molti esponenti della destra".
 
Così Barbara Pollastrini liquida l'affermazione dell'esponente di An secondo il quale le candidate nelle liste del Pd sarebbero "sciampiste", mentre quelle delle liste del Pdl sarebbero "vere". A giudizio della ministra per i Diritti e le Pari Opportunità, il dirigente del centro-destra "dovrebbe vergognarsi almeno un po' delle sue parole e chiedere scusa".


"Credo che Gasparri farebbe bene a rispettare di più le donne, tutte le donne, sia quelle candidate al Parlamento che quelle che lavorano nei saloni di bellezza, evitando epiteti offensivi". Lo dice Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato e cadidata Presidente della Regione Sicilia.

"E' noto che nelle liste del Pd sono candidate donne assolutamente autorevoli - sottolinea Anna Finocchiaro -. Donne come Rosy Bindi, Livia Turco, Emma Bonino, Barbara Pollastrini, Marina Sereni, Giovanna Melandri solo per citarne alcune. Ed è anche noto che da sempre il centrosinistra candida ed elegge più donne, e più autorevoli, rispetto alla Destra. Fa piacere dunque che anche il Popolo delle Libertà abbia adesso capito che è necessario lasciare più spazio alle candidature femminili. Però non è certo mettendo tre donne in lista, se pure di tutto rilievo come Fiamma Nierestein, Souad Sbai ed Eugenia Roccella, che si cambia il profilo complessivo di una Destra che è e resta molto maschilista".


E' un epidemia che sta contaggiando la nostra società. Questo evidenzia il clima di maschilismo che circonda la nostra politica e più in generale la nostra società.
Perchè il quadro non è uno dei migliori. Nei media la donna  rappresentata vale ed ha usanza poco più di un oggetto in alternativa alla casalinga o casalingua, citando l'orgasmo da detersivo di cui parlò Emma Bonino, le donne sono discriminate ancora nel lavoro, una percentuale al di sotto della media UE e più vicina a paesi che hanno poco a che fare con la democrazia occidentale, sono sette milioni le donne che subiscono violenze (non tutelate), mobbing e discriminazioni. Cosa assurda quando la parola sciampista viene pronunciata da un esponente in un partito dove vengono elette veline e quel che mi preoccupa non è il fatto che vengano elette veline ma che viene usato il corpo femminile per ottenere voti e non solo con l'uso di donne bellissime, vi ricordate le strumentalizzazioni a scopo elettorali della 194?


io dico che dobbiamo ribellarci contro questa società che ci vede valere meno di un oggetto, usate come bamboline gonfiabili in tv, nei cartelloni, in politica e ci da delle sciampiste solo perchè donne. etichettate come delle ignoranti incapaci di prendere decisioni anche sul nostro corpo (infatti a parlare sono sempre uomini quando si tratta del corpo femminile, decidono loro come lo vogliono e come deve essere gestito). Io da donna e non solo per questo, sono stufa di vederci trattate come se fossimo cittadine di serie b, panda utilizzate solo per avviare campagne elettorali, per il piacere maschile, per alzare gli audience, per scaricare frustrazioni, come ammortizzatori sociali  e per riempire intere pagine di cronaca nera, visto che contro la violenza non si muove nemmeno un dito!!! e quello ad essere utilizzato per tutte questo che vi ho elencato è sempre il nostro corpo e mai le nostre idee come se fossimo contenitori vuoti o criceti da cavia. 

11 Mar 2008
La caccia alle streghe continua....
Una vicenda sconvolgente del suicidio del ginecologo Ermanno Rossi, in servizio presso l’Ospedale Gaslini di Genova, indagato per il sospetto di aver effettuato aborti clandestini, senza rispettare la Legge 194, oltre a riportarci indietro di 30 anni, solleva il velo su alcune malefatte vaticane.
La prossima visita di Ratzinger a Genova, per esempio, che – guarda caso – prevedeva una tappa anche all’ospedale in cui lavorava Ermanno Rossi.
Tutto è nato dopo il racconto di una giovane donna. In un primo tempo si era rivolta all’ospedale Galliera. Di fronte alle difficoltà incontrate nell’ospedale della Curia, ha deciso di scegliere (o qualcuno l’ha indirizzata) la via dell’intervento in uno studio privato. La vicenda è giunta alle orecchie di un’amica della donna, una volontaria antiabortista, che ha chiesto un incontro al pm Sabrina Monteverde. Poi le indagini affidate al Nas, con intercettazioni telefoniche e pedinamenti. [...]
Il materiale sequestrato dai Nas, che ieri pomeriggio hanno consegnato al pm Monteverde i verbali di sequestro, è stato giudicato «interessante». Il pm Monteverde avrebbe trovato conferma alle accuse. Accuse che riguarderebbero nove casi di interruzione di gravidanza in contrasto con quanto prevede la legge 194. Che vieta gli aborti fuori dalle strutture sanitarie, oltre i 90 giorni di gestazione e in caso di minorenni, per le quali è indispensabile l’autorizzazione del tribunale dei minorenni.

Che pericoli porta alla chiesa una donna che abortisce? la troppa libertà della donna che sta dando contrasti ad un modello dove la donna dev'essere poco libera rispetto all'uomo?

Il 7 marzo a Bologna, davanti una farmacia, un gruppo di attiviste, hanno fatto una manifestazione di protesta per lanciare "una campagna di boicottaggio alle farmacie che non vendono il contraccettivo di emergenza (pillola del giorno dopo), lanciando del polistirolo a forma di pillola, con uno striscione “Fuori i nostri corpi dal vostro controllo” "Boicotta chi decide per Te!"  e attaccando adesivi sulla vetrina della farmacia. Il responsabile della farmacia aveva reagito in modo molto violento, insultando, aggredendo una delle militanti e cercando di stapparle il megafono, denunciando poi le manifestanti." La polizia si è presentata (chissà perchè quando una donna denuncia una violenza la polizia non c'è mai) La chiesa bolognese “scomunica” i militanti del Tpo che venerdì hanno protestato contro i farmacisti obiettori, sulla vendita della “pillola del giorno dopo”, e dedica loro un aggressivo editoriale sulla prima pagina di Bologna Sette, il supplemento bolognese del quotidiano Avvenire, organo dei vescovi italiani, che hanno espresso SI ALL’OBIEZIONE e righe di denuncia contro i manifestanti.
Quindi la difesa di un presunto diritto che però equivale ad un proprio e vero reato. Vista la presa di distanza del Presidente dei farmacisti bolognesi, Franco Cantagalli, dagli obiettori e soprattutto una circolare del 17 novembre, dell’ordine, che informa i farmacisti che se non rispettano la legge solo punibili con una multa, dai 3000 ai 18.000 euro, e soprattutto rischiano di essere incriminati per: « Omissione o rifiuto di atti d’ufficio e interruzione di servizio pubblico». Un vero e proprio reato sanzionato penalmente.

Nell’editoriale però sono sotto accusa i manifestanti:

«Se gli occupanti vogliono fare del loro corpo quello che più gli piace facciano pure, ma non pretendano di ottenere con la violenza e simili manifestazioni la cooperazione di chi, sulla base di dati medico-scientifici e professionali, è profondamente contrario: se così fosse violenterebbero la libertà personale e professionale di coloro che esercitano un servizio sanitario».
 
Va bene la condanna della violenza ma l’appello alla libertà professionale si scontra contro il rispetto del codice deontologico e soprattutto la legge: «Come già a suo tempo evidenziato in una precedente circolare non è previsto per i farmacisti l’obiezione di coscienza nella dispensazione dei farmaci». Questa l’informazione che hanno ricevuto tutti i farmacisti della città e firmata dal presidente Cantagalli.
Per di più un farmacista bolognese è indagato dai Nas.

sentite come si difendono:

 «Grande amarezza suscita questo episodio di violenza perchè le forze dell’ordine intervenute si sono limitate a proteggere i farmacisti, ma non hanno provveduto nè ad allontanare il gruppo nè a garantire il regolare esercizio del presidio sanitario della farmacia ». Parole chiare e soprattutto si sottolinea una strategia della tensione contro gli obiettori: «Sorge perciò naturale il timore di non essere più difesi all’interno delle proprie mura.
E’ molto verosimile che il fatto di via Massarenti abbia uno scopo intimidatorio: hanno voluto colpire una farmacia per educare centinaia di farmacisti. Questa è la strategia del terrore!». Insomma si tratta di una vera e propria guerra ideologica e la pillola del giorno dopo non viene considerata un farmaco: « Non cura nessuno e non ha nessun effetto terapeutico, a meno che non si vogliano considerare il concepimento e la gravidanza delle malattie. Ma allora all’origine dell’esistenza di ognuno di noi ci sarebbe una malattia! Che assurdità! Il ’Norlevò non è un farmaco, perciò non si può invocare il diritto alla salute per ottenerne la commercializzazione, e a maggior ragione è doverosa l’obiezione di coscienza ».

Questo l’invito ai farmacisti che secondo altre letture viene considerato un appello a trasgredire la legge, almeno fino ad oggi, che vieta l’obiezione di coscienza. pazzesco!


Facciamo chiarezza che qui non stiamo parlando di aborti ma stiamo parlando di contracezione, dove la donna sta trovando difficoltà anche nell'esprimere la propria libertà sessuale. La chiesa sta attuando una vera e propria battaglia sui nostri corpi anche sulla contraccezione. Appaiono violente chi vuole essere libera con il proprio corpo e la sessualità, ma appaiono nel giusto chi si oppone (xperchè questa è la violenza) di dare libertà alla donna, in argomenti che non dovrebbero nemmeno riguardagli. E' scandaloso il fatto che alla donna gli viene tappata la bocca su un diritto che gli spetta trattata come un oggetto senza parola e quelche più scandaloso che questo è una grave lesione e attacco alla democrazia, al laicismo e alla parità sessuale.



10 Mar 2008

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