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Un obiettore militante

Da Sorelle d'Italia

Dopo anni di indifferenza, anche le Regioni più riottose
 hanno finalmente inviato al ministero della Salute le cifre aggiornate sull’obiezione di coscienza e la realtà è esplosa in tutta la sua potenza: quasi sette ginecologi su dieci sono obiettori ed erano cinque su dieci solo tre anni prima. Sono raddoppiati al Sud, con regioni come la Campania o la Sicilia dove otto ginecologi su dieci non effettuano interruzioni di gravidanza. Ma anche il Nord con la Lombardia e il Veneto non è che ne abbia molti di meno. 

E ora la Sigo, la Società italiana di ginecologia e ostetricia, vorrebbe adottare dei provvedimenti. In base ai dati contenuti nell’ultima relazione sulla 194 Giorgio Vettori, il presidente, azzarda un calcolo. In Italia esistono 10 mila ginecologi. Tremila di loro non sono obiettori e devono far fronte a 126 mila interruzione volontarie di gravidanza. Se i giorni lavorativi sono 250, si tratta di 500 interruzioni al giorno, ovvero 0,1 intervento per medico. Quindi - conclude Giorgio Vettori - il problema è organizzativo e la Sigo farà un’indagine approfondita per tentare di risolverlo. 

Nel frattempo il ‘problema’ è lì, ben in evidenza e ne ho parlato con Bruno Mozzanega, ginecologo a Padova, obiettore fin dal 1978.

Se tutti i ginecologi fossero come voi la 194 sarebbe una barzelletta, nessuno potrebbe applicarla.
«Ho fatto il medico per cercare di salvare la vita di tutti i miei pazienti, anche quelli appena concepiti e non posso prescindere da questo».

In Italia esiste una legge dello Stato, la 194, forse anche di questo bisognerebbe tenere conto.
«La legge prevede in un solo caso il venir meno della mia obiezione, quando la donna è in pericolo di vita. Se ad esempio mi trovo davanti a una donna con un’emorragia interna devo intervenire, e intervengo. In tutti gli altri casi faccio valere l’obiezione».

E fa in modo che le donne che scelgono di interrompere la loro gravidanza non siano in condizioni di farlo.
«Un attimo. Io sono profondamente obiettore ma lo sono anche in modo pieno, rispettando la donna, spendendo tutto me stesso in nome della vita, restandole accanto, tentando di aiutarla nelle scelte, gli altri non lo so».

Che cosa vuol dire?
«Che quando non lavoro in ospedale vado a fare i corsi per fidanzati, lezioni nelle scuole: lo faccio gratis, di domenica o quando ho dei momenti liberi. E ho scritto un libro per provare a far avvicinare le persone a quello che accade dal concepimento alla nascita. La mia è un’obiezione convinta, militante. Gli altri medici sono obiettori in ambulatorio e poi?»

Clinica e interruzione clandestina?
«Anche. Per molti l’obiezione è solo un’astensione e basta, una questione di comodo»

Una questione di interesse…
«Certo. A Padova si lavora solo nel pubblico, altrove invece esistono molte strutture private. L’obiezione può offrire la possibilità di dare spazio alla libera professione».

Quindi si continua ad abortire in modo clandestino mentre le interruzioni legali rischiano di diventare di fatto impossibili.
«A me non piace ghettizzare perché soprattutto quando le donne si trovano dinanzi alla necessità di dover scegliere se abortire o meno hanno bisogno di parlare il più possibile con altre persone. Volendo essere pragmatici però una soluzione potrebbe essere un reparto di interruzioni di gravidanza dove ovviamente dovrebbero lavorare solo non obiettori».

Un reparto interno o esterno all’ospedale?
«Meglio se esterno. Qui a Padova facciamo circa 1500 interruzioni l’anno. Vuol dire tenere una sala impegnata per quattro ore al giorno, togliendo tempo e risorse per altri interventi, quelli oncologici ad esempio. Si potrebbe invece creare un centro unico in regione dove far confluire tutte le donne che scelgono di abortire decongestionando gli ospedali. E’ chiaro che diventerebbe un ghetto e, come tale, una soluzione che adotterei solo se non vi fosse proprio alcun altro modo per uscire dalle difficoltà che si sono create sulla 194».

Vignetta ‘L’obiezione e gli stupri’ - Copyright Blog ‘ Diritto di cronaca’


23 Apr 2008
Rosa · 52 visite · 4 commenti
Categorie: Aborto, Autodeterminazione, Diritti
Passi avanti per i diritti delle donne
Approvata in Guatemala tra grida di giubilo e lancio di petali da parte delle associazioni di donne la legge contro il femminicidio che stabilisce pene severe per chi si macchia di questo reato. La legge definisce il femminicidio come atto commesso da chi “nell’ambito delle relazioni diseguali di potere tra uomini e donne uccida una donna” e stabilisce pene tra 25 e 50 anni di pena per chi si macchia di questo delitto. Da 5 a 12 anni invece le pene per chi commette violenza fisica o sessuale contro le donne, da 5 ad 8 anni per il reato di violenza psicologica. _Da sottolineare il fatto che l’opposizione dell’aggressore all’uso di metodi contraccettivi, naturali o artificiali è ricondotto al reato di violenza sessuale. Viene inoltre introdotto il delitto di violenza economica (attingere senza consenso ai bene delle donne o trattenere i documenti che attestano le loro proprietà) che prevede sanzioni da 5 ad 8 anni. Nel 2007 in Guatemala sono state assassinate 590 donne.

Anche in Italia per la prima volta fu pronunciata la parola femminicidio al processo di Perugia per l'omicidio di Barbara Cicioni la donna incinta uccisa dal marito.

STRASBURGO — È la prima volta che un’organizzazione internazionale definisce l’aborto «un diritto della donna ». Con 102 voti contro 69, l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa riunita a Strasburgo ha approvato ieri la risoluzione che raccomanda la depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza a quanti tra i 47 Stati membri non abbiano già provveduto e la rimozione di qualsiasi restrizione che « de jure o de facto ostacoli l’accesso a un aborto sicuro» compromettendo «l’effettivo esercizio del diritto delle donne ad abortire»: il testo, presentato dalla socialista austriaca Gisela Wurm, non ha valore giuridico vincolante ma segna una svolta teorica nell’ambito della più antica istituzione paneuropea, chiamata a vigilare sul rispetto dei diritti umani nel continente.

Sottoposto a 72 emendamenti in quattro ore di acceso dibattito, il documento stabilisce che l’aborto non può essere strumento di politiche di pianificazione familiare e resta una decisione «da evitare, per quanto possibile: occorrerà utilizzare ogni mezzo per ridurre il numero sia delle gravidanze che degli aborti non desiderati»; a tal fine, gli Stati sono invitati a garantire libero accesso alla contraccezione e, per le giovani generazioni, a un’educazione sessuale completa. «Non è più possibile abbandonare la donne al proprio destino esponendole a traumi e gravi pericoli — dice al Corriere l’onorevole Wurm —, non c’è contrapposizione tra i loro diritti e i “diritti umani”. Il movimento “Aborto no grazie” in Italia? Non ne so molto, ma azzarderei un paragone con battaglie culturali simili lanciate in altri Paesi europei, miranti, in ultima istanza, a rivedere le condizioni imposte dalle legislazioni nazionali e quindi ridurre le possibilità di abortire». In tutti i Paesi europei l’interruzione di gravidanza è consentita in caso di grave pericolo per la madre, nella maggioranza degli Stati la legge ammette anche altre ragioni (come il pericolo di malformazioni per il feto) e fissa dei limiti temporali; fanno eccezione Irlanda, Polonia, Malta, Monaco e Andorra, dove l’aborto è illegale.
Aspra l’opposizione dei gruppi di centro-destra che hanno partecipato al dibattito in Aula, allarmati di fronte a «un forte sbilanciamento della discussione a detrimento del diritto alla vita del nascituro », nelle parole del deputato italiano di Forza Italia e Ppe Claudio Azzolini.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Lancet nel 2007, nel mondo una gravidanza su cinque si conclude con un aborto.

18 Apr 2008
il mio Ritorno....

Dopo un assenza lunga ritorno a scrivere nel mio blog..  Ne sono successe di mille colori. Majin Bu Sbarca a Pesaro"Li perdono perchè non sanno quello che fanno"dandoci delle assassine termine che nemmeno ad Anna Maria Franzoni è stato appioppato. poi a Palermo, Roma, Bergamo ed Ancona con la sua campagna da mercato contro l'aborto ed una serie di manganellate alla faccia del paese per la vita e contro la violenza sulle donne come vuole propagandare ferrara! "Sono contrario che si impedisca ad una persona di parlare, ad ogni forma di intemperanza, ma non mi unisco - spiega Occhetto - a quelli che non sottolineano che c'è stata e continua ad esserci una violenza insopportabile nei confronti delle donne, con parole, anatemi e ricatti morali".


Nel frattempo la Binetti ha dichiarato chiaramente che non voterà MAI la legge sulle coppie gay. I parlamentari ultracattolici che il PD sta per eleggere pare siano più o meno 123. Forse questo è un ottimo momento per tutt@ per emigrare in spagna. Ferrara ci avvisa che in italia "non nascono bambini a sufficienza per costruire il futuro" della serie voi donne siete solo dei contenitori. La Santanchè arricchisce la sua campagna elettorale informando  Berlusca e noi che non gliela da'  mentre un'altra donna è morta a Perugia a causa del suo ex marito in piena campagna elettorale dove fa si che la violenza sulle donne sia una questione di sicurezza nelle città e non nelle case. Gli uomini del pro life fanno si che la spirale venga messa al bando dopo che una donna racconto' che una dottoressa obietto di prescrivergliela per questioni  di coscienza perche "la spirale bloccando lo spermatozoo prima che raggiunga l'ovulo di fatto esegue un aborto". Come dire che se quando si masturbano gli uomini commettono un aborto, ma ovviamente questo tema si evita di essere toccato se no si alzano gravi questioni politiche contro le donne con stupri alla regola del giorno. Come dire anche che le donne dovrebbero restare incinta tante volte quanti saranno gli spermatozoi che andranno a farle visita. Ovviamente hanno rorigine dalla santa chiesa cattolica. Sono gli stessi consigli che hanno impedito a noi donne di vivere per secoli una sessualità  libera. In questo caso l'argomento si sposta sull' accesso alla contraccezione preventiva per evitare poi di dover scegliere di abortire e non più solo alla matrnità. Poi scoprimamo che anche in Cile dove l'aborto è illegale e dove è in discussione un provvedimento che di fatto vieta l'uso di dispositivi intrauterini e della pillola del giorno dopo. Poi mercoledì 9 Aprile dalle ore 16.00 in Largo di torre Argentina, Roma ricordando il fatto de L'otto marzo quando le lavoratrici hanno fatto un presidio di protesta. E sono state "allontanate".  Si chiama  Sfruttate in nome di Dio, contro il precariato delle donne nell' ORP. 
U
na artista che stava facendo un viaggio con un vestito da sposa in autostop per la Turchia, vicino Istanbul. Qualcuno l’ha accolta in macchina, l’ha violentata, uccisa, buttata in un fosso nuda. Il governo turco si scusa. Forse perché aspettano di poter entrare in Ue e questo un po’ lede l’immagine di quella nazione e ci troviamo un altro scempio sul corpo di una donna strumentalizzato a fini politici.  In Piemonte le "sommosse torinesi" hanno realizzato un opuscolo per le adolescenti sulla contraccezione, la prevenzione, le norme da seguire anche in caso di aborto e hanno incluso le indicazioni sui consultori  di Torino presso cui andare e sugli ospedali cui rivolgersi.  Continuano le violenze sulle donne, in questo caso nessuno si impegna a tutelare le donne per ragioni di vita, come una suora sfruttata in un albergo nonostante la malattia e una ragazza stuprata dal suo instruttore di danza.  In pratica c’era una gara e l’istruttore aveva il potere di scegliere chi fare gareggiare e chi no. Così ha minacciato di escludere la ragazza e dopo aver abusato di lei ha anche precisato che l’avrebbe uccisa se ne avesse parlato con qualcuno.  Infine in Spagna una donna viene eletta ministro della difesa con l'eccezionale notizia che è incinta roba che da noi una donna incinta è ritenuta malata o isterica o addirittura esclusa e licenziata dal lavoro. "Battute trite e ritrite di uno stanco regista di una pellicola ingiallita". Così Barbara Pollastrini torna a commentare le esternazioni odierne di Berlusconi che ha detto, nell'intervista a Sky tg24, che per lui le donne di destra sono "più belle di quelle di sinistra e pure iperlaureate". Secondo la Ministra per i Diritti e le Pari Opportunità quelle del leader Pdl sono "considerazioni che testimoniano di una miseria culturale che si commenta da sè". Certo, però "le donne del suo partito dovrebbero reagire - conclude -. Ma forse sono troppo abituate a una pubblica obbedienza per farlo...".

14 Apr 2008
Italia : crescono gli aborti clandestini: č allarme

In Italia ci sono ancora almeno 55 aborti illegali al giorno. L’ultima stima dell’Istituto superiore di sanità (relativa al 2006) mostra che la piaga delle interruzioni di gravidanza clandestine non è ancora stata eliminata. Anzi: «La percezione in corsia è che ci possa essere una recrudescenza del fenomeno per il clima da caccia alle streghe scatenatosi negli ultimi mesi — dice Mauro Buscaglia, 62 anni, primario dell’ospedale San Carlo —. Le difficoltà con cui le donne devono fare i conti per abortire e gli ostacoli che i medici non obiettori incontrano nella carriera possono favorire la ripresa delle interruzioni di gravidanza fuori dagli ospedali pubblici».


Il ginecologo, non obiettore da una vita,
aveva raccontato al Corriere di essere costretto a fare ancora aborti perché i neolaureati non ne vogliono sapere. Il problema delle interruzioni di gravidanza illegali, per il momento, riguarda soprattutto le immigrate. In particolare quelle irregolari che cercano la strada spesso più veloce (e rischiosa). «In molte fanno ricorso al mesoprostolo, un farmaco antiulcera in grado di procurare un aborto — sottolinea Buscaglia —. Altre finiscono nelle mani di medici che operano di nascosto fuori dalle mura ospedaliere. Non bisogna abbassare la guardia: il ricorso agli aborti fuorilegge rischia di allargarsi ».


Le statistiche forniscono ancora numeri choc,
anche se la situazione è decisamente migliorata rispetto a trent’anni fa. Nel 2006 le interruzioni di gravidanza clandestine sono state 20 mila (contro le 130 mila effettuate secondo la legge). Prima dell’entrata in vigore della 194 del ’78 avevano toccato quota 350 mila. Per scendere alle 100 mila del 1983. «L’aborto illegale era arrivato a essere la terza causa di morte dopo le emorragie e l’ipertensione —ripete Buscaglia, che da giovane medico alla Mangiagalli ha visto arrivare in ospedale donne devastate dalle mannaie —. Sono convinto che, se abortire in ospedale diventa sempre più complicato, chi lo vuole fare si rivolge altrove».


Spesso i medici diventano obiettori più per necessità di carriera
che per convinzione.
Questo, almeno, il pensiero di Buscaglia: «Chi accetta di fare interruzioni di gravidanza rischia di essere penalizzato nella professione — denuncia il ginecologo —. Così in molti rinunciano, almeno all’interno dell’ospedale. Quello che succede fuori è difficile da dire. Ma sono preoccupato, inutile negarlo ». In una recente intervista al Corriere della Sera, Vicky Claeys, direttore per l’Europa dell’International Planned Parenthood Federation, il network mondiale per la tutela della maternità e della salute sessuale con sede a Bruxelles, aveva avvertito: «Il clima che si respira in Italia è preoccupante. Le conseguenze dietro l’angolo sono due: chi ha i soldi va all’estero, le altre rischiano di tornare agli aborti clandestini».

Simona Ravizza (IL CORRIERE)


02 Apr 2008
Rosa · 105 visite · 0 commenti
Categorie: Aborto, Autodeterminazione, Diritti
Majin Bu fatti uno spuntino di uova e pomodori!
Scontri a comizio Ferrara ...

Come previsto si è presentato anche a Bologna, dopo le sue violente intromissioni a Livorno, Padova e Firenze. Ci minaccia perfino candidandosi a premier. Un gruppo di giovani dei centri sociali, che peraltro aveva preannunciato la propria azione dimostrativa, si è presentato tra il pubblico ha cominciato a fischiare e urlare non appena il direttore del Foglio, candidato premier della lista «Aborto? No Grazie», ha dato il via al suo intervento.

POMODORI E MORTADELLA - Non si è trattato di un episodio circostcritto perchè per contestare Ferrara in piazza c'erano un migliaio di persone. Secondo quanto riferiscono i testimoni, in un primo momento sono volati pomodori, quadretti di mortadella, uova e bottigliette d'acqua. Ma poi s'è vista volare anche anche qualche sedia, presa da un bar che affaccia sulla piazza. La tensione è quindi cresciuta, per culminare nel momento in cui Ferrara ha preso la parola. A quel punto alcuni dei contestatori hanno cercato di salire sul palco e sono stati respinti dagli agenti di polizia. Lo stesso candidato premier ha rilanciato alla folla un pomodoro che era stato gettato sul palco. I contestatori hanno poi detto che ci sono stati 15 persone contuse per la reazione della polizia fascista e i tadfferugli che sono seguiti al tentativo di salire sul palco per impedire il comizio. 


DOPO LE MINACCE DI MAJIN BU,  stato comunque costretto alla fine a lasciare la Piazza su un'auto scortata dalla polizia e presa di mira dai contestatori che le hanno scagliato contro anche due bottiglie di vetro«Questa non è democrazia, non mi fate parlare - ha detto Ferrara -. Domani finirete su tutti i giornali, siete contenti? Avete contestato il comizio ma non siete a riusciti a impedirci di parlare a Bologna». «Un clima incivile» ha poi affermato l'ammasso di ciccia.

Inoltre il sindaco di Bologna accusa questo avvenimento come una mancanza di democrazia ma non pensa che anche le donne subiscono ogni giorno negli ospedali, dall'avvenimento di Silvana ad oggi una totale mancanza di diritti e democrazia. Perchè si sa quando un uomo viene attaccato, succede un casino di ordine sociale, mentre una donna....

La violenza che i manifestanti facevano al grande e grosso e indifeso Ferrara ha tanto preoccupato più della vicenda in cui un agente ha attaccato una ragazza delle manifestanti, Se continua così diventerà legale picchiare le donne. In prima fila c'erano soprattutto ragazze di vent'anni. E a loro sono andate le manganellate. Che qualche poliziotto si sia lasciato andare se ne sono accorti anche i funzionari della Digos, e uno di loro ha fermato con uno schiaffo un agente che se la stava prendendo con troppa violenza con una ragazzina.

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02 Apr 2008

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