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Ripristinati i fondi per i centri antiviolenza
Esseredonnaoggi

No al taglio vergognoso


Passa inosservata esattamente come era passata inosservata la prima volta, la notizia per cui il Governo ha deciso di ripristinare il fondo per i centri antiviolenza tagliato da Tremonti e company per permettere l'abolizione dell'Ici.


Ne troviamo traccia sul sito del Partito Democratico che con un
lapidario comunicato stampa datato 25 giugno 2008 annuncia di aver vinto una battaglia e che "il ripristino di questo fondo è frutto della nostra battaglia parlamentare che ci ha visto denunciare fin da subito la cancellazione del piano antiviolenza".


E proprio oggi ne parla anche Il Sole 24 Ore che, nell'analizzare il decreto fiscale sull'Ici (93/08) approvato ieri pomeriggio, annuncia che "sono stati ripristinati 77 milioni di ecobonus per le autostrade del mare, 20 milioni per il fondo antiviolenza sulle donne e 10 milioni per il fondo solidarietà. Ai lavori socialmente utili viene riassegnato un milione".


Ne parla, sul suo blog,
Mariela De Marchi la quale si chiede se la notizia sia passata inosservata solo perchè non è stata comunicata in maniera trasparente: "si comunica il taglio ai fondi e tutte le persone intelligenti si ribellano. La ministro Carfagna sottolinea il valore della famiglia, anzi sottolinea il fatto che "solo" il 2.8% delle donne che subiscono violenza si rivolgono a un centro antiviolenza - ma cosa si aspetta per agire, il massacro? Dopo cambia idea e dice alla camera dei deputati che sì, in fondo fanno un buon lavoro, che i soldi ci sono. Su questo non ci piove, fondi c'erano, quelli tagliati erano aggiuntivi, tenuto conto del fatto che gran parte dei centri antiviolenza e delle associazioni sussistono grazie al lavoro di volontari (visto con i miei occhi)", scrive Mariela.


Ne parla anche
Roberta sul suo blog e anche lei si chiede, come Mariela, se ci sia qualcosa di strano sotto questa mossa e scrive: "la notizia è stata venduta sotto banco come i negozianti stanno facendo adesso con i saldi non del tutto iniziati. Insomma la causa è stata vinta,ma la cosa assurda è che a prendersene i meriti sono la Carfagna e il PD . Come, per rimanere in tema Disney, se Biancaneve si svegliasse grazie al principe e poi la vecchiaccia -risuscitata dalle macerie- o i nani dicessero "SENZA DI NOI TUTTO QUESTO NON CI SAREBBE STATO!".

04 Lug 2008
Rosa · 126 visite · 2 commenti
Categorie: Violenze di genere, Diritti
Liberata ingrid Betancourt

BOGOTÀ (Colombia) - Ingrid Betancourt è libera. La notizia è stata diramata dal governo di Bogotà che ha annunciato che, oltre all'ex candidata alle elezioni presidenziali - nelle mani dei guerriglieri della Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane) dal febbraio del 2002 -, sono stati riportati in libertà altri 14 ostaggi: tre cittadini americani (Thomas Howes, Keith Stansell e Marc Gonsalve) e 11 militari colombiani, che a loro volta erano finiti in tempi e modalità diverse nelle mani dei rivoltosi. «Voglio ringraziare prima di tutto Dio e i soldati colombiani» sono state le prime parole pronunciate dalla Betancourt e raccolte dall'emittente radiofonica Caracol. Un riferimento, quello religioso, ripreso poi più tardi, all'arrivo all'aeroporto di Bogotà, dove la Betancourt ha detto di provare pena per i propri carcerieri.


«NESSUNO SPARO» - «Non ci siamo resi conto di quello che succedeva, perché non c'è stato un solo sparo, non è stato ucciso nessuno, ci hanno portato fuori alla grande» ha poi raccontato la donna alla radio militare colombiana. Una dura prova che non ha eliminato la sua voglia di lottare: «Aspiro ancora alla carica di presidente della Colombia» ha detto al suo arrivo alla base militare di Catam. E ha sottolineato di volersi impegnare per gli altri ostaggi in mano alle Farc «fino a quando non saranno liberati». «Lotteremo insieme finché non saranno liberati, la comunità internazionale ci può aiutare». Poi ha esortato le Farc e il loro nuovo capo, Guillermo Leon Saenz, a «comprendere che questo è un momento storico e fare politica abbandonando le armi». Infine ha chiesto al popolo colombiano di «credere nell’esercito».


A PARIGI - La stanchezza pare non si faccia sentire. Giovedì Ingrid Betancourt parte per Parigi dove sarà ricevuta dal presidente Sarkozy. Lo ha annunciato lei stessa alla catena televisiva Rcn poche ore dopo la liberazione. Il trasferimento in Francia avverrà con lo stesso aereo su cui sono in arrivo a Bogotà il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, e i parenti della Betancort residenti a Parigi. A bordo anche il medico personale di Sarkozy, Christophe Fernandez, che visiterà l’ex candidata alle presidenziali colombiane. «Lo stato di salute di Ingrid Betancourt sembra piuttosto rassicurante ma non si può dire nulla prima di un esame approfondito» ha detto uno dei medici della delegazione, avvertendo che «dopo la liberazione gli ostaggi si trovano spesso in uno stato di euforia che non riflette necessariamente le loro effettive condizioni». Juan Carlos Lecompte, marito di Ingrid, l'ha definita «perfetta e lucida». «È solo più magra» ha aggiunto, sottolineando che «la sua liberazione provoca un sentimento così forte che le parole non possono descriverlo».

PORTATI AL SICURO - Gli ostaggi, dopo la liberazione, sono stati trasportati in elicottero verso San Jose del Guaviare. La Betancourt, i tre statunitensi e gli undici militari sono stati poi trasferiti nella base aerea di Toleimada, nel dipartimento di Tolima, a meno di 190 chilometri da Bogotà. Secondo quanto annunciato il ministro della difesa colombiano, Manuel Santos, tutte le persone rilasciate sarebbero in buone condizioni di salute, ma saranno sottoposti a nuovi accertamenti sanitari. Anche il presidente della Colombia, Alvaro Uribe, si è trasferito nella base aerea di Toleimada, per accogliere gli ostaggi liberati dall'esercito.

IL SEQUESTRO - La Betancourt, di origini francesi, era stata sequestrata e poi trattenuta in qualche rifugio segreto nella foresta. Secondo molti il suo sequestro era stato dettato dalle campagne da lei condotte, da senatrice, contro la corruzione e il narcotraffico. E dal rischio di una sua possibile affermazione elettorale. Prima di essere rapita la donna, che già da tempo era attiva in politica, aveva pubblicato un'autobiografia dal titolo «Forse mi uccideranno domani», in cui venivano denunciati per nome e cognome molti dei politici corrotti della Colombia.


LA LIBERAZIONE - L'emittente satellitare americana Cnn ha ricordato che nei giorni scorsi si trovavano in Colombia due mediatori impegnati sul caso, uno di nazionalità francese, l'altro svizzero. Il ministro Santos ha però spiegato che gli ostaggi sono stati liberati grazie ad
un blitz delle forze militari colombiane, che hanno utilizzato anche alcuni infiltrati per raggirare e neutralizzare i due guerriglieri che custodivano i prigionieri. A favore della liberazione di Ingrid Betancourt, nel corso di questi anni, si erano mobilitati gruppi di pressione in tutto il mondo. E un appello per il suo rilascio era stato tra i primi atti ufficiali della coppia presidenziale francese Sarkozy-Bruni.


LA GIOIA DEI FIGLI - «È la notizia più bella della mia vita».Così il figlio di Ingrid Betancourt, Lorenzo Delloye, ha commentato il rilascio della madre, mentre la sorella Melanie ha rivolto un pensiero «a tutti coloro che non possono essere qui a gioire con noi perché si trovano ancora in prigionia». «Mi dicevo che sarebbe durato tutto un giorno, al massimo una settimana - ha detto ancora Melanie -. Ma poi si è rivelata una prova lunghissima. Sono stati sei anni molto dolorosi».


Fonte:
Corriere della Sera

Per approfondire:

La Biografia e il Rapimento

03 Lug 2008
Rosa · 9 visite · 0 commenti
Categorie: donna e società, donne nel mondo
Le donne che lavorano in Italia sono sempre più discriminate
Da Esseredonnaoggi.


Continua a diminuire il tasso di occupazione in Italia che, secondo i dati dell'Ocse, "rallenterà ancora nei prossimi due anni".


In Italia, si legge nell'Employment Outlook 2008 dell'Ocse, meno del 58% della popolazione in età lavorativa ha un lavoro, contro più del 70% nei paesi con il tasso di occupazione più elevato; l'occupazione "é cresciuta di un solo punto percentuale nel 2007, mezzo punto percentuale in meno dell'area Ocse e meno della media degli ultimi dieci anni".

Tasso di disoccupazione che, chiaramente, coinvolge sempre di più le donne le cui prospettive per il futuro sono tutt'altro che rosee.


Secondo l'Ocse, infatti, solo il 46% delle italiane ha un lavoro e il tasso di occupazione femminile "é molto basso" anche nella fascia di età più attiva (25-54 anni), attestandosi al 59,6%.

Siamo sostanzialmente al terzo posto tra i peggiori risultati relativi ai Paesi Ocse, dopo il Messico e la Turchia.

Non solo le donne hanno poche probabilità di trovare un lavoro ma hanno anche poca probabilità di trovare un lavoro buono e ben pagato se è vero che nel 2005 il 15% delle italiane occupate tra i 25 e i 54 anni aveva un contratto a tempo determinato contro solo il 9% della loro controparte maschile.

Inoltre in questa fascia d'età le italiane con un impiego a tempo pieno guadagnano in media il 18% meno degli uomini per ora lavorata (il 22% in meno nel caso delle donne con un diploma universitario).


I ricercatori dell'Organizzazione stimano che una maggiore liberalizzazione dei servizi produttivi potrebbe aumentare l'occupazione femminile di almeno 1,5 punti percentuali anche se, dicono, la debole partecipazione delle donne italiane al mercato del lavoro è in parte dovuta anche all'inadeguatezza delle politiche di sviluppo delle infrastrutture per l'infanzia e all'insufficienza delle detrazioni fiscali a favore di coppie multi-reddito.

L'Ocse sottolinea dunque la presenza di "persistenti pratiche discriminatorie nel mercato del lavoro che sono un fattore chiave alla base di queste disparità".


Questo perchè una maggiore concorrenza scoraggerebbe la discriminazione basata su semplici pregiudizi, in quanto le imprese non potrebbero permettersi di sprecare risorse di valore e sarebbero forzate ad assumere i migliori candidati indipendentemente dal sesso.

Sarebbe infine auspicabile, dice l'Ocse, un miglioramento del quadro legislativo in quanto quello italiano è lontano anni luce da quello delle altre nazioni occidentali; per esempio, dice l'Ocse, la legislazione vigente non fornisce nessuna protezione speciale contro eventuali ritorsioni del datore di lavoro contro querelanti e testimoni, il che scoraggia le vittime dallo sporgere querela.


Ecco come è stata trattata Giusi Malato, ex olimpionica di di pallanuoto, allenatrice della Orizzonte Catania.
Sono colpevole di avere dato alla luce mio figlio Diego" afferma Giusi in una lettera aperta. "Da donna, da mamma e da sportiva che conosce e rispetta i sani principi della competizione agonistica non posso che restare sorpresa, delusa, esterrefatta nel rileggere le motivazioni per le quali sono stata allontanata. Colpevole per la mia maternità". "In questi anni - prosegue Giusi - in acqua o a bordo vasca, sono stata orgogliosa di portare in alto non solo la pallanuoto, ma anche il nome della mia città. Tanto orgogliosa che ho sacrificato anche tutti i mesi della mia gravidanza, fino al momento del parto. Non vi dico cosa provo da donna: nascondere i propri pensieri reali dietro un evento, per me e per i miei amici veri, lietissimo, come la nascita di mio figlio Diego, è una vigliaccheria: non si può costruire un castello solido sulla sabbia. Ai dirigenti dico soltanto una cosa: ai vostri figli spero diate un esempio diverso, certamente più educativo, di quello che ho ricevuto io" (fonte La repubblica).

nrd. Secondo voi la nostra società è destinata a ripatriarcalizzarsi?
Trovo che sia emergenza sociale dal momento che il tasso di occupazione è già basso e in più si sta anche abbassando notevolmente. Ma nessuno si preoccupa perchè si continua a tener conto soltanto dell'occupazione maschile.

Un altra notizia cattiva per notare che è il governo responsabile della nsotra discriminazione:

L'appello che segue è stato lanciato da un gruppo di donne (politiche, sindacaliste, giornaliste e imprenditrici) in difesa della legge che vieta le dimissioni in bianco, approvata dal Parlamento nell'autunno del 2007. Obiettivo della legge e' quello di neutralizzare la pratica molto diffusa di far sottoscrivere le dimissioni al lavoratore (ma soprattutto alle lavoratrici) in via preventiva al momento dell'assunzione. Una pratica che viene utilizzata da alcuni datori di lavoro per consentire un licenziamento agevole in caso di maternità, ma anche per conseguire alcuni vantaggi fiscali (ad esempio, per sgravare l'impresa dal pagamento dei periodi di assenza del lavoratore per eventi imprevisti quali infortuni o malattia). La stragrande maggioranza dei casi riguarda soprattutto le donne. L'ambito di applicazione della legge sono i contratti di lavoro subordinato, di collaborazione coordinata e continuativa, compresi quelli a progetto, di collaborazione di natura occasionale, di associazione in partecipazione (qualora l'associato fornisca prestazioni lavorative e i suoi redditi derivanti dalla partecipazione agli utili siano qualificati come redditi di lavoro autonomo) e i contratti instaurati dalle cooperative con i propri soci.

Il 24 maggio scorso, a margine dell'assemblea degli industriali diTreviso, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ha annunciato tra le tante misure che ha in mente anche l'abolizione della legge, o meglio - ha detto Sacconi - ''il superamento dell'obbligo di tenuta del libro matricola, o il superamento della norma che vuole l'obbligo delle dimissioni volontarie".

Chiunque discordi dal ministro, e ritenga invece che questa legge sia importante e vada mantenuta, può sottoscrivere l'appello scrivendo a
nolicenziamentimascherati@gmail.com

http://www.donneinrete.com/blogDetail.aspx?id=369
02 Lug 2008
Giornali maschili(sti) mettono a nudo le donne? noi mettiamo a nudo il maschilismo!
Oggi entro nel bellissimo forum di Lorenza e le altre e un utente segnala una pubblicità sessista. Questa ragazza si chiama Jeanne88 e ha trovato una pubblicità sessista andando in un centro sportivo dove frequeanta per fare nuoto regolarmente.

Un giornale che si chiama GQ veramente maschilista. Non solo mercifica le donne ma le riprende in atteggiamenti casalinghi d'obbligo (ricordatevi che essere casalinga è una scelta)davanti a uomini che si leggono i giornali aspettando che gli stirino i pantaloni controlalndo se il lavoro è perfetto. Come? accostando due modelli femminili negativi e apologizzando e propagandando la violenza domestica sulle donne.

Ora cosa siamo oltre oggetti sessuali anche schiave?
Apparte che non ho mai visto una casalinga nuda.

Tom_Ford_Menswear_SS_08_02.jpg picture by kikkazz

Queste pubblicità sono una totale mancanza di rispetto per le donne trattate come oggetti e come schiave dove si intende l'allusione alla violenza domestica. Non è un pretesto un giornale maschile per mercificare le donne e mancarle di rispetto.

Ma appunto contiuamo a leggere cosa scrivono i giornali maschili. Decidono loro come dev'esssere la nostra sessualità, ci trattano come oggetti per il sesso e poi da buttare via appena utilizzate, se non veniamo utilizzate perchè poniam oresistenza si incoraggia quasi lo stupro, leggete.  Grazie al sito maschiperobbligo:

 
"Mentre la tua compagna adesso è tutta coito e curve, non è detto che tra cinque o dieci anni le cose stiano ancora così (e che riuscirà ancora ad attizzarti dalla cintola in giù). E se al contrario si rivelerà perfida e malvagia più di quanto tu avresti potuto supporre?"

(Men's Health - novembre 2003)

"Perchè mai non dovresti toglierti un capriccio ogni tanto? L'obbiettivo è sempre quello: portartela a letto. Occorre saperci fare, però. Dopo potrai archiviare l'avventura tra i tuoi bei ricordi"

(Fox Uomo - novembre 2003)

"Avere rapporti sessuali durante le mestruazioni è una questione di scelta: molto dipende dalla coppia o semplicemente dai gusti di lui e di lei. Tuttavia, ahi noi, la natura ha fatto in modo che durante le mestruazioni le donne non abbiano un grande desidereio sessuale...... e comunque ricorda: se in quei giorni non lo fai tu....ci pensa qualcun altro!"

(For Men Magazine - novembre 2003)

a CHE IGNORANTONI DANNO LA PAROLA? Mi sorge anche qualche dubbio e non credo gli uomini siano mai stati donne per sapere come è il nostro desiderio nè si dovrebbero permettere di decidere come è la nostra sessualità.

Ti ha dato il due di picche? Insisti. Continua a dirti no? Non metterti in testa di lasciar perdere. Insomma, azzanna l'osso e non mollare. Finchè non si sarà cotta di te. Se non altro, te la darà per sfinimento.

(Fox Uomo - agosto 2003)

Qui nell'ultimo addirittura si incoraggia lo stupro e la presunta debolezza della donna. Che non corrisponde al vero modello perchè una donna di oggi emancipata per sfinimento gli tirerebbe un bel diretto o una denuncia per stupro. Nessun giornale maschile durante i rapporti uomo-donna cita la parola amore. Ovvero mostrano misoginia, antifemminismo, il disprezzo per il femminile, cattivi rapporti con l'altro sesso e una mancanza di civiltà e una mancanza di attinenza con i modelli sociali attuali, vivono nel loro mondo insomma ma umiliando la donna!. Ora basta con questi giornali che vedono la donna come oggetto unicamente sessuale, con donne nude in copertina ovviamente.  I giornali femminili non hanno degli uomini il medesimo trattamento e per parlare di donne non è necessario offenderle o mercificarle ma un buon dialogo civile!



questa addirittura ha anche le costole di fuori.  Offensiva, volgare, maschilista dove la donna è solo un ornamento, spogliato di tutto anche della sua dignità e del suo effettivo ruolo sociale. E poi gli occidentali si turbano se una porta il burqa che è praticamente la stessa cosa.
02 Lug 2008
Siamo tutte/i con Graziella
Mara Carfagna decide di tagliare i fondi contro il reato di omofobia, perchè se no  come fa la polizia poi a picchiare gli omosessuali?

Da il paese delle donne online ho appreso una brutta notizia accaduta al gay pride.

Facciamo breccia esprime sconcerto e preoccupazione politica per quanto avvenuto ieri, 28 giugno 2008, alla conclusione del pride di Bologna, a Graziella Bertozzo, nostra compagna di lotta e figura storica del movimento lgbt italiano.


Durante gli interventi conclusivi, mentre parlava Porpora Marcasciano, vicepresidente del MIT e attivista di Facciamo Breccia, il nostro coordinamento saliva sul palco per aprire uno striscione con la scritta: “28 giugno 1982. Indietro non si torna. Facciamo Breccia” per rivendicare la storia del movimento lesbico, gay e trans che in quella data aveva ottenuto il Cassero di Porta Saragozza, prima sede assegnata da un’istituzione pubblica al movimento, poi restituita nel 2001 alla Curia.

Graziella Bertozzo, a differenza delle altre e degli altri attiviste/i di Facciamo Breccia, viene fermata all’ingresso del palco da una volontaria del Comitato Bologna Pride e da questa additata ad un uomo in borghese che non si è qualificato in nessun modo e che solo dopo avremmo appreso che era un funzionario della Digos. Graziella viene spintonata a terra e quindi cerca di rialzarsi (non sapendo che l’uomo che l’aveva fermata era un funzionario di polizia), intervengono allora altri poliziotti in divisa, la ammanettano e la trascinano fuori dalla piazza tenendole una mano sul collo, abbassandole la testa verso terra, la caricano a forza su un cellulare e la portano via a sirene spiegate. Altri compagni di Facciamo Breccia cercano di intervenire e altre persone presenti al pride o affacciate alle finestre gridano che la “signora” non aveva fatto niente e che la situazione era incomprensibile. Graziella viene rilasciata dopo tre ore di fermo, indagata per “Resistenza a pubblico ufficiale e lesioni finalizzate alla resistenza”.

Graziella stava partecipando ad un’azione di comunicazione politica con altri/e compagni e compagne che rientrava nei contenuti che Facciamo Breccia ha scelto di portare in piazza al pride di Bologna, mostrando uno striscione che due ore prima, durante il corteo avevamo aperto davanti al Cassero di Porta Saragozza, per rivendicare la storia del movimento lgbt che in questo periodo le destre e il Vaticano stanno tentando di oscurare e criminalizzare in ogni modo, per ridurre nuovamente le nostre soggettività al silenzio.

Il Cassero è stato simbolicamente circondato di drappi rosa e arricchito di cartelli di rivendicazione politica, la polizia ha lasciato svolgere l’azione del tutto pacifica che ha riscosso molto riconoscimento dai/dalle partecipanti al corteo che hanno festosamente preso parte.

Siamo sconcertate/i che, alla conclusione di un grande corteo che pacificamente e festosamente voleva rivendicare diritti e cittadinanza per tutte/i, sotto il palco sia potuto accadere un simile fatto ai danni di Graziella Bertozzo, una delle prime lesbiche visibili del nostro movimento, per anni alla direzione di Arcigay – Arcilesbica, da sempre impegnata in tanti percorsi per i diritti di lesbiche, gay e transessuali e, tra le altre cose, una delle organizzatrici del Forum Sociale Europeo di Firenze del 2002. Non si era mai vista la polizia legittimata sul palco di un pride: il concetto di “sicurezza” messo in opera, - in una manifestazione dal clima del tutto pacifico - è risultato un’azione violentemente repressiva e diffamatoria contro un’attivista riconosciuta da tutte e tutti. Chiediamo oggi a tutte le componenti del movimento lgbt italiano e a tutte le soggettività politiche che si riconoscono nelle istanze di autodeterminazione, cittadinanza, diritti di assumersi la gravità di quanto avvenuto e di prendere posizione in merito ad accuse paradossali comminate ad una nostra compagna. Chiediamo a tutte e tutti, ed in particolare al Comitato Bologna Pride, di spendersi affinché la questione giudiziaria si chiuda immediatamente rendendo chiaro che l’azione di polizia è stata causata da un abnorme “equivoco”.

cioè uno ti spintona in borghese e poi lesioni a resistenza a pubblico ufficiale? ma siamo matti?  E chi lo sapeva fosse uno sbirro?
Par eche in Italia nesusno fa più il suo lavoro. I magistrati sono corrotti e venduti, i politici sono ladri e fanno i loro comodi, i medici sono stupratori o obiettori (o tutti e due assieme), i poliziotti sono fascisti e vanno a picchiare gay, femministe e comunisti nelle strade italiane, infischiandosene di cosa è la vera sicurezza e di quale sarebb eil vero pericolo in ITALIA.  Siamo stufi con questa omofobia dilagante nel nsotro paese, ora chiedo alla polizia se c'è soltanto per queste cose e che si impegni di fare il suo lavoro anzichè intervenire e reprimere i diritti delle altre persone che non fanno nulla di male.
La polizia dovrebbe intervenire contro la criminalità ma in Italia sembra faccia tutto tranne questo, poichè sono loro che si comportano da criminali. Ne abbiamo già  tanti di criminali fascisti in Italia , è vergognoso interrompere una manifestaizone così in questo modo!

Noi non vogliamo sbirri!

29 Giu 2008
Rosa · 84 visite · 2 commenti

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